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7.4

Non ci è dato sapere se la scintilla sia stata la dubstep bible pubblicata da Tempa qualche mese fa, ma quella di racchiudere su compilation il top delle produzioni interne per un’etichetta è sempre la mossa più elettrizzante. E se compila di bandiera dev’essere, la scelta più opportuna per la Rinse non poteva che essere il grime, da sempre terreno di ricerca sonora della label britannica (già prima che si iniziasse a parlare di dubstep): con una carta di personaggi come Royal T, P Money, Elijah & Skilliam che mantengono ancora vivacissima la scena, la Rinse rappresenta oggi l’unico vero baluardo delle nuove produzioni del filone ed è forse l’unica che può permettersi un’operazione di sintesi definitiva del sound grime di ieri e di oggi.

I Love Grime, due dischi per oltre 50 pezzi grime di culto, due volti paralleli che insieme riescono a completare una panoramica esaustiva del genere. Il primo lo mixa una colonna dell’ardkore continuum come Sir Spyro e racchiude le espressioni grime più giovani e scoppiettanti, tra le quali spiccano Royal-T con Inside The Ride (in fondo il miglior rappresentante della new generation), l’apertura white di Sticky e Tubby T all’insegna del 2-step garage, le infusione poppy (Off Track) e funky (Nissi), i wobble di Bok Bok rimartoriati da Spyro stesso e certi pezzi divenuti riferimenti dei giorni nostri come Lord Of The Mics di Jammer & co. e Tweedle Dee, Tweedle Dumb! di Skream + Trim. Il secondo, diretto dalla bad girl Sian Anderson, riprende più le vecchie maniere grime, giocando bene con gli ingressi in rappato (spettacolari i passaggi su Maxsta e OG’z & Sukh Knight), stupendo il giusto con filth (Match Fit) e femminilità aggressive (Ignition) e riavvolgendo i nastri su tappe storiche come I Luv You di Dizzee Rascal, Eskimo di Wiley e Oi! di More Fire Crew.

In mezzo, tutti i volti più sporchi e cattivi propri del genere, lame taglienti (Only If You Knew di Drifter & P Money, Spartan di Spooky), bolle d’energia rap (OoRITE! di C4, Doin’ It Again di Skepta), gradassaggine gangsta (P’s & Q’s di Kano, Frisco con Ignorant) e distorsioni di ogni sorta (Youngstar, Champion, Big $hot, praticamente l’intero inventario). C’era un’unica celebrazione possibile per lo schizzo più bastardo e maligno mai venuto fuori dal mondo hip-hop, e solo la Rinse poteva farla senza cadere nell’ordinario. Chi di grime sapeva al più Dizzee e Wiley ora non ha più scuse per andare a fondo, chi invece c’era già dentro ha quasi due ore e mezzo di puro godimento. Insuperabile.

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