• Mar
    01
    2012

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Because Music

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Vengono da Edimburgo, ma si sono accasati a Londra, scegliendo per nome di reiterare il nome di battesimo di un'icona della chitarra mondiale, e pare abbiano il preciso intento di riuscire laddove non sono del tutto (per ora riusciti) i Metronomy: coniugare organico e sentitico, pop melodico, folk e ritmiche danzerecce in una proposta che accontenti tanto il mercato interno britannico, sempre alla ricerca di una band da adorare per la presa facile delle melodie, ma anche il pubblico d'oltremanica, magari meno direttamente coinvolgo nell'hype machine, ma attento ai rivoglimenti dell'underground d'Albione.

I quattro devono aver passato l'adolescenza sui dischi della gloriosa Beta Band (con cui c'è anche un legame di parentela, dato che il leader dei Django Django, David McLean, è il fratello di quel John che vi suonava le tastiere): hanno studiato ampiamente come creare canzoni dall'incedere mantrico che crescono ed esplodono in un tripudio di colori. Si veda a questo proposito la più che esplicativa Hail Bop, che fin dal gioco di parole del titolo mette in campo la fantascienza sublimata in territori psych che i quattro doveno amare.

Il canto, spesso corale, si coagula talvolta (Hand of Man, Default) attorno a idee melodiche che farebbero felice Brian Wilson, mentre nell'Introduction i synth e le ritmiche fanno risalire verso i Kraftwerk. Love's Dart è un pezzo che sembra scritto da dei Fleet Foxes che vengono dal futuro, mentre il sapore del passato più profondo del pop – cosa che non può mancare in una band emergente di oggi – è chiaramente riscontrabile in Life's a Beach (noi pensiamo ovviamente a quella di Brighton) in cui i Beach Boys si incontrano nel rock'n'roll anni Cinquanta riletto, appunto, dalla Beta Band. Non mancano atmosfere orientaleggianti (Skies Over Cairo) e una più kosmische adattata in chiave Queen tex mex (Wor).

La stampa britannica è andata in sollucchero, sottolineando la forza che hanno i Django Django di portare oltremanica i tropici. Da questo lato del canale si apprezzano, al netto del push mediatico, la forza delle melodie scanzonate e la raffinata capacità di costruire crescendo che portano i nostri piedi a battare il tempo su anthem che si conficcano nella memoria. Per un debutto, non è cosa da poco.

18 Febbraio 2012
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