• Mar
    03
    2017

Album

Loopy

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Visti con il senno di poi Fiume Nero, un disco che raccoglie materiale d’archivio registrato in precedenza dal Cannibal Movie Donato Epiro, e gli altri occulti/primitivi/esoterici lavori precedenti a quell’album/anno spartiacque, hanno rappresentato gli ultimi avamposti di un sentire/pensare/organizzare i suoni che se non aveva dettato legge nel corso del lustro precedente, aveva comunque grandemente influenzato il corso di tante musiche underground. Due anni prima, Mark Fisher, in What Is Hauntology, una parte di quelle musiche era stato chiamato a metterle nero su bianco una volta per tutte, e il minimo comune denominatore di quella forbice di suggestioni che andavano dalla 2 step subliminale di Burial alla library music della Ghost Box, rispondeva al postulato di un’elettronica che non poteva più rappresentare il futuro, perché quel futuro cavalcato da Stockhausen fino ai paladini dell’IDM inglese per tutto il sacrosanto ‘900 «aveva fallito», e questo azzeramento, per farla breve, aveva prodotto un collasso derridiano a base di musiche ghostly appunto, stranite, nostalgiche, smagnetizzate, un forever rewind in inesorabile dissoluzione su un ‘900 ormai lontanissimo.

Nello stesso anno dell’uscita di Fiume Nero un altro influente pensatore britannico, Adam Harper, aveva iniziato a mettere per iscritto – e a presentare in workshop in giro per i festival elettronici – che la musica “indie” stava tornando al futuro, e quel futuro era Hi-Tech. Sotto la patina prank di Pc Music, ci siamo accorti subito dopo che quel futuro non era affatto radioso, in primis perché con l’umano aveva sempre meno a che fare – anzi, a dire il vero, l’uomo poteva essere tranquillamente sostituito da macchine e pertanto tolto dall’equazione. Pensare ad un finale alternativo/catastrofico per il documentario Before The Flood e arrivare a domandarsi se internet può sognare se stesso, è un po’ il nodo finale di tutta una serie di discorsi che meriterebbero senz’altro separata sede, tuttavia, una ricaduta ideale sul cambio di paradigma può essere osservata nel passaggio dal precedente lavoro di Epiro a questo nuovo Rubisco, ovvero l’omonimo enzima appartenente alla classe delle liasi, enzima, in soldoni, senza il quale non esisterebbe la vita in quanto bios (la formazione scientifica da biologo di Epiro, aiuta molto in questo caso a interpretarne certi risvolti e approfondimenti).

Similmente all’Egyptrixx di Pure, Beyond Reproach o al J. G. Biberkopf  più caustico, la nuova veste sonica del Cannibal Movie ricopre pur sempre un immaginario visivo/immersivo ma, ad abitarlo, non è più il ricordo o il fantasma dell’umanità bensì oggetti, cose, prodotti spiattellati sullo sfondo di una (nessuna) natura post-apocalisse, dove carcasse dub e techno e cumuli di motherboard da scarto industriale galleggiano in qualche pozza radioattiva. Al netto delle descrizioni romantiche che possiamo farne con i soliti Ballard e Dick in testa, la musica che accomuna tutti questi artisti rappresenta una fotografia in movimento di ecosistemi, mondi che esistono tranquillamente anche senza di noi. Mondi spietati o impassibili, senza che li si possa giudicare in un modo o nell’altro. L’ascoltatore quindi come testimone occasionale e superfluo dei processi imperscrutabili di un ambiente governato da leggi di cui, magari, è dato sapere talmente tanto da non avere alcun appiglio concreto per fruirlo, se non – e aridaje – appiccicandoci sopra qualche diapositiva da fantascienza cyberpunk (e il solito Ghost In The Shell). Rispetto a un Egyprixx, Epiro è meno eccitante sul lato delle texture, ma la sua balistica sonica è ugualmente (e più) caleidoscopica. Una ripresa in movimento di droni aerei su un’acciaieria su Marte potrebbe rendere l’idea. A vincere, in definitiva, è l’azione e lo sguardo del regista rispetto all’analisi di concetto e la documentazione del biologo scienziato. Ed i nomi dati alle tracce, proprio come un buon disco di Dopplereffekt che si rispetti, servono per riempire di altri segni e fascinazioni l’ascolto di ciascun brano.

13 Aprile 2017
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