• Dic
    01
    2009

Classic

Tresor

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Dopo una serie di EP (su Warp e Underground Resistance), i Drexciya approdano su Tresor. Questo disco, insieme al seguente Grava 4 (Clone, 2002) segnava, nel 1999, uno standard e un culto che aleggia ancor’oggi inconsapevolmente sopra molte consolle. Neptune’s Lair è costituito da tracce brevi, sprazzi e visioni eterogenee che riflettono la profondità della proposta del combo formato da James Stinson (purtroppo dal 2002 non più sul pianeta terra) e dal suo partner-ombra Gerald Donald. Se qualcuno si era fatto sconsolare dalla cripticità dei summenzionati eppì, è proprio da queste parti che si incontra l’ascoltabilità tout court.

E che si vada su paesaggi ambient (Temple Of Dos De Agua), perfezione scientifica del beat mescolata con la melodia oggi ereditata dai Dopplereffekt (Andreaen Sand Dunes), oscurità pre-grime (Habitat ‘o’ Negative), classicismo Detroit (Universal Element) o breaking puro (Surface Terrestrial Colonization, Organic Hydropoly Spores), psichedelia progressiva (Draining Of The Tanks) in questo disco si coniuga l’utopia di Mike Banks e soci con un respiro ampio. Da classico.

Possono far sorridere quei suoni sporchi mescolati a melodie a pochi bit, ma è proprio da quest’estetica di nerd puristi e sperimentatori (con macchine e tastiere obsolete) che sono nate poi le vie alternative dell’elettronica per le masse danzanti. I Drexciya hanno rielaborato le istanze sperimentali dei vari Autechre, Pan Sonic o Keith Fullerton Withman riportandole sul pianeta techno con una firma personale e indelebile. Una mini bibbia.

5 Gennaio 2010
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