• Set
    01
    2011

Album

Sub Pop

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Cara Dee Dee, a questo punto ci devi dire cosa vuoi fare da grande. Perchè la deliziosa fuzz pop song da due minuti che incrocia Jesus And Mary Chain con le Velvelettes ci delizia ancora una volta, è vero, ma ci piace nella misura in cui solletica la nostalgia per l'estate che ci ha appena lasciato. Non basta più per farci riporre cieca fiducia nel progetto.

Occorrerebbe lo scarto compositivo, il colpo di reni che, oggettivamente, in questo disco non c'è. Ci sono tanti divertenti e zuccherini temi 60s, chitarre sature e ritmiche pimpanti, c'è perfino un controllo perfettamente bilanciato del rumore (d'altrode, con Sune Rose Wagner alla regia c'era da aspettarselo).

Siamo così lontai però, dalle atmosfere suadenti e minacciose che stingevano di nero i brani di I Will Be. Col senno di poi viene da pensare ad un effetto ottico, un gioco di chiaroscuri che dava profondità a ciò che profondità non ha. Oggi siamo dalle parti di un noise pop di lusso, fresco e rilassante anche quando strizza l'occhio a quei 60s minori o certi turgori smithsiani che sarebbe stato bene trattare con un pizzico di malizia in più.

E' proprio quello che si è perso rispetto all'esordio: l'aspetto più sordido e vizioso, la wave limacciosa e asfissiante. Si preferisce viaggiare sui temi spensierati dimenticando che non ci sono Holland, Dozier & Holland in sede di scrittura. E neanche un interprete che, per quanto dotata, sia in grado di infodere calore e passione.

20 Settembre 2011
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