Recensioni

Con Elephants At The Door l'italiana Bad Panda Records, distintasi nell'ultimo bienno per la sua ottima attività come net-label, arriva alla pubblicazione di un album vero e proprio. L'esordio di Dumbo Gets Mad, polistrumentista emiliano emigrato a Los Angeles, rispecchia in pieno il profilo dell'etichetta: pop 'piccolo' nell'attitudine, ma già grande nei contenuti e in questo caso grandioso nella forma, visti i fondali cosmici che caratterizzano questi dieci brani.
Pop psichedelico, insomma: che rimanda ai migliori Flaming Lips ma anche, in certe linee vocali e certi suoni più retro, allo stesso Barrett e al Lennon più lisergico (Harmony); oppure, in Why Try, a quegli Air che dei Pink Floyd erano considerati eredi. Quando poi canzone fa rima con sperimentazione saltano fuori immancbili gli Stereolab (Sleeping Over) e un po' tutto quel filone retrofuturista che caratterizzava il circuito alternative e certa lounge a cavallo tra i due scorsi decenni (Marmelade Kids).
Ma soffocare di paragoni un esordio così piacevole è ingeneroso: diciamo quindi di riferimenti indicativi, citati più per definire il suono che per circoscriverne il potenziale. Di questa materia Dumbo sa fornire una visione eclettica e soprattutto fresca. Se ancora non siamo così decisivi e ancora mancano i numeri da maestro, le capacità messe in campo in questo primo bel lavoro fanno credere che sia solo questione di tempo.
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