• Ott
    01
    2009

Album

Ocean Rain

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Annunciato più di un anno fa, The Fountain esce sul mercato soltanto ora. Ad accompagnarlo zero promozione e un fattaccio brutto. Il tastierista Jake Brockman muore in un incidente motociclistico nell’isola di Man in circostanze simili a quelle che provocarono la morte di Pete De Freitas, allora batterista della band, esattamente vent’anni fa. Il singolo non è niente male, Think I Needed Too ha il sapore di una dedica. Commovente addio di quelli firmati McCulloch in chiodo e motocicletta che se ne va dal pub con grandi sogni e la certezza in fondo al cuore di non poterli realizzare e… whatever. Come direbbe lui. Per The Fountain in cabina c’è John McLaughlin (produttore di gruppacci quali Busted, Worlds Apart e 911), mentre l’ospite di lusso è un ragazzo che è cresciuto a pane U2 e Bunnymen, Chris Martin; ed è un lavoro diretto, essenzialmente pop e curatissimo nelle parti di chitarra da un Will Sergeant che fa il session man più che se stesso.

Il disco lo tiene su il solito Ian, in eterno trip rockabilly colato nella sempiterna scrittura Ottanta. Per lui come per Bernard Sumner (e i suoi Bad Lieutenant) vale la medesima critica: classe, voce e attitudine sono rimaste a livelli incantevoli, eppure le canzoni servono sempre a livelli difficili da garantire quando le nuove tracce vengono continuamente confrontate con il passato. Traccia laterale e proprio per questo preferibile è una Life Of 1,000 Crimes: sembra un giochetto di produzione e invece regala di più dell’ennesima ballatona nicotinica, The Fountain, con il Coldplay guest a dimostrarci come possiamo fare a meno di entrambi i lati di questa medaglia.

Insistendo sull’amore per i Sixties e sul Nicolas Cage che è in lui, McCulloch potrebbe sfornare album concentrandosi proprio sugli aspetti di nostaglia e mito, macchine e strade, che in tracce come Drivetime sono solo abbozzati (o comunque mai sviluppati in formato album); avrebbe la licenza per fare se stesso, o perlomeno un sé meno prigioniero dei Bunnymen. In questo Sumner è stato più coraggioso.

I fan non temano: un terzetto di tune piaceranno sicuramente e Siberia meritava leggermente di più.

14 Ottobre 2009
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