• Feb
    01
    2011

Album
Edo

Autoprodotto

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Edoardo Cremonesi, classe 1986, qualche anno fa si è paracadutato sul palco di TRL per farsi autografare la chitarra dal cantante dei Muse. Tale chitarra fu poi utilizzata dal nostro per suonare nel suo gruppo grunge dell’epoca, gli Isterica. Per avventurarsi nel suo esordio cantautorale, queste due informazioni sono un buon punto iniziale. Edo, pur mantenendo in modo sorprendente un’invidiabile omogeneità di fondo, salta con disinvoltura da un onesto cantautorato indie-folk italiano a vaghi accenni sintetici (invero un po' sbiaditi) che abbozzano un improbabile My Awesome Mixtape in fissa per Fatboy Slim e strane assonanze con Nicolò Fabi, il tutto senza farsi mancare l’armamentario completo di campanellini, chitarrine e tastierine senza il quale, attualmente, sembra si finisca per risultare poco credibili.

La direzione musicale non propriamente a fuoco finisce, tuttavia, in secondo piano, colonna sonora di un monologo ininterrotto di un personaggio che potrebbe essere il tuo compagno di università che non aveva nessun problema a paragonare Cobain e Inzaghi e che, un giorno illuminato dall’ispirazione, finisce per cantarti i fatti quotidiani delle feste erasmus.

Niente più di un pop ai minimi termini tradito nei propri intenti low profile sin da un titolo così radicato nell'oggi più profondo. Servirebbero più pause e poesia.

2 Agosto 2011
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