• Giu
    01
    2009

Album

Vagrant

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Una pausa di riflessione così lunga non può passare senza conseguenze. Deve avere un senso. Soprattutto per un artista che da sempre ha fatto della fertilità – quel compulsivo scriversi canzoni addosso – una ragione poetica. Così, a quattro anni dal buonissimo doppio Blinking Light And Other Revelations, torna l’uomo dietro la maschera Eels a dirci che si è avviata una fase nuova, fatta di dignitosa persistenza. Lo fa con un album ruvido e un po’ frettoloso. Tanto ruvido da prediligere l’impatto alla scrittura (l’ordinaria poltiglia boogie di Prizefighter, una Tremendous Dynamite che sgretola adenoidi come dei Black Keys sotto benzedrina), frettoloso sì eppure capace d’infilare un paio di perle nella collana, come quella The Longing che sembra una versione allibita della beatlesiana Michelle e una That Look You Give That Guy dal passo dolciastro e lunatico come una nipotina sbrigliata di Here We Are In The Years (dall’album di debutto di un certo Neil Young).

Tema portante dichiarato è il desiderio, nucleo pulsante cui aggrapparsi diventando uomo, l’altro lato in agguato capace di ribaltare il rapporto tra ragione e istinti (provocando quelle urla rugginose, tanto adrenaliniche quanto balzane). Chiamatela se volete licantropia, come una brezza che ti sfiora, ti affama (Fresh Blood), lentamente ti divora finché non resti col te stesso civile e irrequieto, insofferente ma in fondo addomesticato, sorretto dalla speranza che qualcuno possa cogliere la scintilla della tua diversità (Ordinary Man), e non mi riferisco a quel barbone da unabomber talebano, per quanto si tratti di un vezzo – diciamo così – emblematico.

Hombre Lobo è il disco gradevole di chi ormai può permettersi di palleggiare con la propria calligrafia (una Lylac Breeze che strattona la giacchetta di Tiger In My Tank, una All The Beautiful Things che guarda alle palpitazioni di Daisies Of The Galaxy) e far riaffiorare antiche attitudini (il beat kinksiano di What’s A Fella Gotta Do, i luccichii da La’s narcotizzati di In My Dreams) assecondando la tipica inerzia di chi ha un grande futuro dietro le spalle.

4 Giugno 2009
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