• Feb
    01
    2004

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Mute

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La dimensione dei “moderni” Einsturzende è ormai, e sempre più, quella d’una forma di sprechesang distillante, in geometrie meno astruse e incompromissorie che nel passato loro remoto, la weltaanschauung espressionista della band di Bargled, Einheit e soci.

Silent Is Sexy (2000) e Berlin Babylon (2001, colonna sonora di un documentario sulla città tedesca) rappresentavano a pieno, anzi “a vuoto”, quest’età di mezzo raggiunta dai nostri.

Neanche Tabula Rasa (‘93), ritenuto da alcuni “il principio della fine” per gli ex terroristi sonori capostipiti della Neue Deutsche Welle, aveva osato tanto nel diluire la primieva barbarie del combo in un suono, complessivamente, molto intellettuale, ricercato, stilisticamente raffinato.

L’antitesi, insomma, di ciò che fu la gloria nei loro giorni buoni. Perpetuum Mobile, soprattutto nella traccia eponima che titola l’albo (13 minuti di durata), utilizza l’intero arsenale di trucchetti elargiti da una furia sonica ormai estintasi – percussionismi tribaleggianti, voci filtrate, ritmiche azzannanti, scarti noise, parentesi sexy e recite “da parter intellettuale” – per coniare una voluttuosa suite monca però nella sostanza.

Chi, infatti, ha goduto dei traumi in note procurati all’ascolto dai capolavori Kollaps (’81) e The Drawings Of Patient OT (’83), stenterà a riconoscersi, il finale della succitata suite si riallaccia come raramente prima d’ora al Kraut Rock dei Faust, in questa via mediana artisticamente maturata da Blixa Bargled. Ein Leichtes Leises Sauseln ne è forse il nadir; l’equivalente anzi di quella “letteratura in musica” propugnata con (scarso) successo dall’amico Nick Cave (fr. The Boatman’s Call).

Ogni cosa in Perpetuum Mobile sa di recita intellettuale, da teatro “off”. Selbportrait Mit Kater, quasi a volerci fornire il destro a siffatta obbiezione, utilizza le percussioni metalliche non tanto per ‘traumatizzare’ l’ascoltatore quanto per “sofisticare”, ed elevare a dignità d’“avanguardia” colta eppure innocua, un’intera carriera artistica. Che i nostri vogliano monetizzare anni e anni d’invenzioni rumoriste nel rock, non si stenta a crederlo; testimonianza ne è lo straordinario numero di commissioni (filmakers, comuni, teatri, associazioni e quant’altro) espletate de Bargled negli ultimi 10 anni.

Qualcosa, tutto ciò, vorrà pur dire. Vuol dire che, una volta agguantata la “dignità” di “innovatori estremi” gli Einsturzende devono tirare acqua al mulino d’una loro carriera “ripulita”. “Remake, Remodel”, per dirla con i Roxy Music. Ma la sostanza, precaria, del disco dibattuto non per questo migliora d ’una virgola.

1 Febbraio 2004
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