• Ott
    30
    2015

Album

4AD

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Matt Berninger (voce dei The National) e Brent Knopf (Menomena, Ramona Falls) suggellano la loro lunga amicizia con una collaborazione artistica che prende corpo nel disco d’esordio Return To The Moon, registrato tra il 2014 e la primavera del 2015. Il progetto EL VY (si dovrebbe leggere come il plurale in inglese di Elvis, dovrebbe far rima con “hell pie”, come tiene a precisare l’entourage del duo) nasce sotto il segno della sperimentazione.

La creatività che ha ispirato il duo nella realizzazione di Return To The Moon ha limitato al massimo i possibili rimandi agli altri progetti di Berninger e Knopf. In particolare, l’inconfondibile voce dei The National mette da parte tutti i toni cupi e sarcastici che caratterizzano i testi della band newyorkese per abbracciare un comicità più leggera. Leggerezza che viene trasmessa attraverso un pop elegante ed efficace: lo si può notare con facilità nel singolo (e title-track) che ha anticipato il disco e che ha il sottotitolo “Political Song for Didi Bloome to Sing, with Crescendo”. Knopf orchestra riff accattivanti, elettronica al servizio della dinamica del brano e soprattutto arrangiamenti che sposano perfettamente i versi di Berninger, “Went to bed and woke up inside another man’s head nobody noticed“.

Un pastiche in cui il songwriting dei Broken Bells e l’art-pop dei Talking Heads si mescolano alla perfezione riversandosi in una varietà che pervade tutti gli undici brani della tracklist. Si passa dal funky alla Beck di I’m The Man To Be alla psichedelia di sottofondo in Need A Friend, passando per il minimalismo di Paul Is Alive. E se il trittico Silent Ivy HotelNo Time To Crank The SunIt’s A Game si rintana nelle atmosfere soft della ballata, l’irregolarità acida di Sad Case che si riversa immediatamente in una Happiness, Missouri dritta e sporca al punto giusto fa da perfetto contraltare.

Return To The Moon è un album diretto ma soprattutto sincero, un disco in cui l’equilibrio regna sovrano: quello tra le due personalità che incarnano il progetto, quello tra testo e musica, quello tra atmosfere soft e ondate rock. Oltre a tutto questo, la caratteristica che rende il disco del duo (per cui il termine side-project sembra davvero inappropriato) davvero interessante è la freschezza che anima il formato-canzone, qui smembrato e rigenerato senza riserve. Dopotutto, lo stesso Berninger ad un certo punto del disco afferma “I ain’t no Leonard Cohen“, ma sembra più che altro un sospiro di sollievo da parte di chi ha ben presente la propria dimensione artistica.

2 Novembre 2015
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EL VY

Return to the Moon

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