• Mag
    07
    2013

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Sony Music Entertainment

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Ho da sempre un problema con le canzoni degli Elii. La definirei “sindrome delle risate a denti stretti” provocate dalle loro gag argute, talora sottili e ingegnose ai limiti del genio, casomai subito dopo smentite da svaccate demenziali un tanto al chilo. Mi diverte il loro citazionismo compulsivo dissacrante, funzionale e parallelo al cabaret dadaista/satirico dei testi (proprio questa vaghezza tra satira e nonsense, con esiti spesso inoffensivi, finisce per sembrarmi il loro difetto peggiore), però una volta consumato non lascia traccia, è un siparietto che svapora appena cambi canale. Ecco, il punto credo sia proprio questo: con gli anni sono diventati una spassosa band da chiosa televisiva e radiofonica (spot compresi), prodighi di trovate ed espedienti in Parla con me e su Radio Deejay, ruolo per il quale l’aspetto musicale e canzonettistico è funzionale o persino collaterale alla performance. Il guaio è che non lo tieni in piedi un disco a forza di gag.

Consumate le risatine  (a denti stretti) del primo ascolto, ne resta ben poco, soprattutto se l’ispirazione non è più – come è naturale – quella dei tempi migliori. Pochi momenti memorabili insomma in questo Album biango, nono lavoro lungo per la band meneghina: di certo i virtuosismi patafisici de La canzone mononota e Come gli Area, quest’ultima preceduta da un breve pezzo di fusion strumentale – il cui titolo è un calembour da apoteosi nerd: Reggio (base per altezza) – suonato dai veri Area (residui). Ostentazioni di abilità e padronanza della materia, persino di devozione, che altrove – nel Modugno infebbrato dance di Amore amorissimo, nell’ironia facilona del Complesso del primo maggio – diventa parodia piuttosto gratuita, un pò come quando la Gialappa’s percula il Grande Fratello: finisce, ahimé, che la grana trash di oggetto e soggetto si mischia nello stesso calderone.

Il resto sono storielline più (Il ritmo della sala prove, Il tutor di Nerone) o meno (Una sera con gli amici, quella Luigi il pugilista che sembra un Walter Chiari di serie b) azzeccate, con momenti – Dannati forever, Lampo, una Enlarge (Your Penis) che scozza Police e ELO – in cui la satira sociale cazzona sembra denunciare una certa senilità, su cui la parata di cameo (Eugenio Finardi, Fiorello, Nek, Fabio Treves, Marco Mengoni…) spennella una patina di goliardo avanspettacolo.

29 Maggio 2013
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