• Ott
    05
    2012

Album

Polydor

Add to Flipboard Magazine.

Il concetto post-Kate Bush di "art pop" negli ultimi anni ha fatto prima da contraltare al mainstream pop più becero, poi – successivamente all'esplosione mediatica di Florence & the Machine – ha subito mutazioni creando incroci a metà strada tra i due mondi, quello art-oriented e quello (ch)art-oriented. La venticinquenne inglese Ellie Goulding fino ad oggi si posizionava esattamente a metà strada, su quella stretta linea di confine che generalmente nell'immaginario degli appassionati divide il "buono" dal "cattivo".

Vincitrice nel 2010 del BBC Sound e del Critics' Choice Award ai Brit Awards, Ellie Goulding è stata catapultata al successo fin da subito raggiungendo le prime posizioni sia nelle classifiche inglesi (con Starry Eyed e la cover di Your Song prodotta da Ben Lovett dei Mumford & Sons) sia nelle classifiche americane (Lights), trascinando l'album di debutto oltre quota 1,5 milioni di copie vendute.

Attesa alla prova del nove Ellie si presenta con Halcyon e mette subito le cose in chiaro: per mantenere alta la credibilità coverizza un brano di culto come Hanging On di Active Child ma poi scivola su se stessa infilando nel singolo il feat con l'eterno incompiuto pop-grimer Tinie Tempah, con tanto di simil-drop che non guasta mai (la relazione con Skrillex è, forse, solo un dettaglio).

Scritto principalmente insieme a Jim Eliot, Halcyon vive di intuizioni (e di un apprezzabile talento canoro) spesso smorzate da cadute di stile. Maggiore che in passato la presenza di piano-ballads che sanno tanto di tentativo di Adeleizzazione (I Know You Care, My Blood), loop vocali (l'intro di Anything Could Happen, Only You), vie di mezzo electro/pop che stentano a decollare (Halcyon) e pomp-floor alla Nero (Figure 8). Neanche quando si ricorda di poter giocare sul raffinato (JOY, Explosions e church-choir annessi) riesce ad impressionare positivamente. Rispetto a Lights troviamo una Ellie Goulding meno sfacciata, perennemente indecisa e con in mano tredici canzoni troppo rassicuranti per i fan di Zola Jesus o Bat For Lashes e con melodie troppo deboli per ambire al target del sabato sera.

Non siamo di fronte ad un tonfo pesante quanto quello di Marina & The Diamonds, ma dal prossimo disco Ellie dovrà decidere da che parte stare. 

18 Ottobre 2012
Leggi tutto
Precedente
Mac DeMarco – 2 Mac DeMarco – 2
Successivo
Schoolboy Q – Habits & Contradictions Schoolboy Q – Habits & Contradictions

album

artista

Altre notizie suggerite