• Apr
    01
    2008

Album

Somnia Sound

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Il nuovo lavoro del napoletano Emanuele Errante è un organismo che respira, vive e cresce con lo scorrere dei minuti. L’humus che lo nutre, una volta di più, un’ambient lineare, discreta, mai sopra le righe, persino sin troppo disciplinata. Emanuele Errante non ha paura di suonare come un classico. Né teme gli strali di quanti, inevitabilmente, lo accuseranno di essere invecchiato prima del tempo per eccesso di purismo. Di essere nato artisticamente sotto la pianta di un cavolo già marcescente.

Se in parte vale anche per Humus il discorso che si faceva recensendo Migrations (Apegenine / Demos, 2007), lavoro che lo precedeva; se, cioè, si fa fatica a capire dove finiscono le acquisizioni di un genere ormai altamente formalizzato, le movenze manierate e un po’ appesantite dell’allievo di un Brian Eno e dove invece si legge, riconoscibile, la firma dell’autore. L’organismo vivente che è la musica di Errante intanto, però, cresce, incurante dei nostri interrogativi: la texture di un tappeto sonoro fino ad allora monocromo si stratifica e arricchisce (Acquatic), subentra un piano (Primo Tema), lo frastagliano ritmiche minimal (quella di Steve Reich) techno (Ant’s Trail). Si finisce così per realizzare che qui nessuno ha la pretesa di riscrivere la grammatica di un suono già storicizzato, ma che talento, passione, mestiere e (tanta) umiltà di certo non mancano.

8 Giugno 2008
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