Recensioni

6.8

Emma-Lee Moss ne ha fatta di strada dal suo ironico esordio anti-folk First Love (2009): ha suonato in giro per il mondo facendosi conoscere a livello internazionale, si è dedicata ad un secondo disco (Virtue, uscito nel 2011), ha vissuto tra Los Angeles e New York e vestito i panni di giornalista per testate quali The Guardian e Vice. A cinque anni di distanza dal suo ultimo lavoro in studio, riecco la ragione sociale Emmy The Great che dà alle stampe un terzo album, Second Lovepiù maturo, conciso e decisamente riuscito.

Ai testi lunghi e contorti del passato si sostituiscono dodici canzoni che arrivano subito al dunque e dalla porta della prosa poetica. Anche gli arrangiamenti sono cambiati, abbandonati come sono ora ad una gentile elettronica, ben meditata e curata come mai prima. Il nuovo sguardo sul mondo è ben rappresentato in una Swimming Pool ricca di synth, in Phoenixes, con i suoi incastri di voci effettate, e nel singolo, sempre giocato sulla stratificazione, Algorithm, nel quale prende pienamente forma la tematica sviluppata dal disco. Emmy si ritrova autobiograficamente a parlare della realtà che la circonda e di come la comunicazione tra le persone sia radicalmente cambiata ai tempi dei social network e di internet. Tra i temi trattati non manca naturalmente l’amore, vissuto in maniera caotica nella valida Social Halo. Algorithm, invece, racconta del desiderio di concretezza al di là degli schermi digitali e del provare veri sentimenti impossibili da tradurre utilizzando una tastiera o un device digitale. Viviamo sommersi da messaggi, notifiche ed email, perennemente connessi ma sempre più freddi l’uno nei confronti dell’altro, questo il messaggio che sembra emergere da un brano come HyperlinkAll those people tapping keys/Where once they would read magazines»).

In un album scritto in stanze di hotel e in case di amici nelle più disparate occasioni, non poteva mancare, infine, quel tepore e quell’intimismo che Emma ha sempre saputo trasmettere nelle sue canzoni: si va dalla sensuale Dance With Me alla tenerezza di Part Of Me, finendo con il colpo al cuore di Lost In You, dove la musicista, ancora ventenne, si mostra in tutta la sua vulnerabilità e con le sue incertezze («I wish I was a flight risk»). Second Love disegnerà un sorriso sulle labbra di coloro che hanno conosciuto anni fa questa cantautrice, la quale ha saputo rinnovarsi e stare al passo coi tempi aprendosi anche a un’ulteriore fetta di audience.

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