• Gen
    04
    2016

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Boring Machines

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Abbandona i deliqui primitivismi e isolazionisti dello psych-folk-drone sfatto e soporifero, l’uomo dietro la sigla Rella The Woodcutter, e si lancia in una indagine irrequieta nei fondali dell’elettronica meno convenzionale dal titolo eloquente e profetico. Lo ieri e l’oggi, le elettroniche grezze e raffinate, materiche e cosmiche che si toccano e scontrano nelle mani di “genialen dilettanten” dalle indubbie capacità “re midiche”. Macchine, nastri, pedali, effettistica varia, tutto usato in forme astratte, aliene verrebbe da dire all’ascolto dell’opener Nan Nan, rintocchi di campane tibetane rotte, caos da sud est asiatico vario ed eventuale e rumba noise che si placa all’improvviso in un magma mantrico deforme e drogato. Roba che crea cortocircuiti interrotti tra visioni apocalittiche, beat quasi ballabili se si fosse creature robotiche spedite su una sonda nella vastità vuota dello spazio profondo, spazi meditativi a iosa e dilatazioni che sanno di psych, ma a modo suo. Mai lineari, mai omogenee, sempre pronte a spostarsi seguendo gli umori irrequieti del loro creatore, le composizioni di Modern/Antique propongono input tra i più diversi, siano essi il techno-kraut ossessivo di Dres Dued Del, le tempeste poliritmiche della lunga Maigam Aleer, quel dreaming droning che trascina Oior Rade, Raiod Ode in paradisi artificiali o quella specie di industrial dub in tensione costante che sottende Cuarteo Sa e, per certi versi, la conclusiva Cabie Unt Mei Py Comata: un procedere a flutti, ondeggiante al limite dell’abbandono fisico, ma mai in balia dell’oceano di rumore.

Un oceano che Rella guida, invece, con sapienza e equilibrio pur nel turbinio irrequieto, curioso, non ancora focalizzato – ma anche mai focalizzabile, che il bello di certe musiche sta anche nella loro selvaggia smania – che questo esordio grezzo, apparentemente incompiuto, perfettibile ma terribilmente affascinante per quel linguaggio (im)proprio che segna anche i titoli “autechriani” delle singole composizioni, manifesta alla grande.

18 Gennaio 2016
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