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Il venerdì è il giorno che, nella maggior parte dei casi, chiude la settimana lavorativa. Apre le porte del weekend, diventa il punto di partenza per ore di svago, evasione, relax. Richard Russell, il boss di XL Recordings – una delle etichette più influenti nel panorama musicale indie-rock ed elettronico – ricostruisce nella forma di un diario corale musicale i momenti che vanno dal venerdì sera al sabato mattina in Friday Forever. È il nuovo lavoro di Russell con il moniker Everything Is Recorded, con cui nel 2018 aveva firmato l’omonimo album d’esordio. Come per il precedente, anche nel nuovo album il musicista e produttore sprigiona la sua vena di allenatore: seleziona voci e talenti e affida loro beat e atmosfere sonore che possano esaltarli. La passione per il soul e per i campionamenti resta in primo piano: del resto Richard è cresciuto con l’hip-hop degli anni Novanta, e anche qui il coinvolgimento di Ghostface Killah del Wu-Tang Clan ne è una conferma.
L’MC appare, assieme al collaboratore di lunga data di Russell, Infinite Coles, in 3:15 AM/CAVIAR, una traccia che fotografa perfettamente il momento confuso della nottata: è un banger hip-hop dal tappetto ritmico potente come le vibrazioni di un club, speziato da effetti vocali spettrali dove Ghostface regala solo una piccola intro, mentre Coles rappa con vigore evocando l’incontro con una ragazza nel furore della notte. Ma sono tantissime le voci e i producer coinvolti, tutti talenti emergenti dell’underground d’oltremanica: l’irlandese Maria Somerville aggiunge una certa freddezza vocale post-punk ai beat sporchi e al refrain r’n’b – che non se ne va dalla testa – di Berwyn in 10:51 PM / THE NIGHT. In 2:56 AM/ I DON’T WANT THIS FEELING TO STOP Flohio, 25enne MC dal sud di Londra, conferma di essere un talento da considerare muovendosi abilmente tra rap e reggae, mentre con 1:32 AM / WALK ALONE Russell ci offre un pomposo campionamento ritmico garage-house su cui Infinite Coles viaggia vocalmente alla meraviglia. Man mano che la mattina si avvicina e la nottata del venerdì sfuma assieme al down e alla stanchezza, l’atmosfera dell’album si fa più pacata: qui emerge l’immersiva e confortante soultronica di 5:10 AM / DREAM I NEVER HAD, dove i pad ambient e il passo felpato di A.K. Paul sono una calorosa pacca sulle spalle alle prime luci dell’alba. Così come sono penetranti la maestosità soul vecchia scuola di Kean Kavanagh in 9:35 AM / PRETENDING NOTHINGS WRONG e l’invocazione gospel, tra fascinosi archi, pianoforte delicato e punte di r’n’b, di 11:55 AM / THIS WORLD. Una preghiera del sabato mattina per salutare il mondo che si sveglia dopo un venerdì passato forse troppo in fretta ma pronto a ritornare. Friday Forever funziona come una sorta di film sonoro: ogni brano è una combinata fotografia dei momenti evocati che però lascia il segno anche al di fuori della “sceneggiatura”.
Il merito di Richard Russell, come per il debut album, è di riuscire a combinare piglio e gusto quasi old school per i campionamenti soul, r’n’b e hip-hop affidando le parti vocali a giovani promesse dei rispettivi generi. Russell scava nel suo passato e nella sua collezione di dischi lasciando una porta aperta sul presente.
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