Recensioni

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Uscito da quel sottobosco di giovani producer casalinghi del dopo-J DillacLOUDDEAD meglio conosciuto come Cloud Rap, Joshua Leary era fino a qualche mese fa un ventiduenne di una cittadina industriale del Merseyside che uppava musica su Youtube sotto lo pseudonimo di Evian Christ. Cresciuto tra i sintetizzatori del patrigno, il ragazzo sa il fatto suo e finisce su Dummy nel giro di poche ore. Neanche a dirlo le richieste delle label arrivano a raffica, ma un’etichetta sempre attenta alle novità come la Tri Angle non tarda ad accaparrarselo e a pubblicargli un primo mixtape: Kings and Them.

Niente banalizzazioni però. Josh viene dall’Inghilterra e ha poco a che vedere con il risultato finale di A$AP Rocky o Lil B, la sua è una fascinazione hauntologica ben maggiore, sotto l’oscuro velo post-witch, paragonabile a quella del compagno di etichetta Clams Casino. Ma la Tri Angle si sa, non suona mai uguale, la personalità è fortissima e la riconoscibilità immediata, ma dove la texture di Casino è vischiosa come lava, quella di Christ è liscia come velluto.

Come per molti colleghi, le tracce del mixtape sono state prodotte in casa: niente studio, un laptop, un paddino e qualche sample, ma il risultato è tutt’altro che home made. L’album si snoda tra groove hip hop e loop vocali, lamenti e sospiri, con più di un occhio di riguardo all’R’n’B che risulta essere la principale influenza nel suond. Le tracce sono principalemente strumentali e strutturate su basi sintetiche, ritmi footwork e voci campionate, eccezion fatta per Go Girl, dove parte un morbido rapping a più entrate.

Affascinato da Clams Casino e dal collettivo Odd Future, il giovane studente universitario porta al 2012 un mixtape con magari più aspettative che risultati, nondimeno è un esordio più che discreto.

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