Recensioni

7.2

Si scrive The Ex, si legge passione, radicalismo, antagonismo, terzomondismo, classe, impegno e chi più ne ha più ne metta. Trenta e passa anni di palchi scomodi e fiere autoproduzioni, giri del mondo su pentagramma e scouting fraterno e borderless (un esempio? Getatchew Mekuria e tutta la cricca etiope) fanno della formazione olandese una istituzione per chiunque si approcci ad una idea anche lontana di musica sinceramente indipendente.

Catch My Shoe, 25esima perla di una carriera florida e incompromissoria, porta con sé una novità sostanziale a livello di formazione (l’ingresso del neo-cantante Arnold De Boer al posto del dimissionario G. W Sok) ma il meccanismo sonoro del quartetto non ne risente affatto. In perenne oscillazione tra ipnotico rock proteso al sud del mondo e post-punk scheletrico e free, wave raffinatissima ed eclettica e punk attitudinale, il meticciato degli olandesi è al solito eccitante connubio di rabbia e ricerca, esotismo e trance viscerale. Un particolare apprezzamento va a Eoleyo (marziale e scarna rendition post-punk del Gurage anthem di Mamhoud Amhed), al Konono-sound virato nervosismo fugaziano di Bicycle Illusion, all’incendiario procedere epilettico di 24 Problems, ma ogni singola nota qui è al di sopra della media e pronta ad esplodere in mille rivoli diversi, inattesi, sorprendenti. Non a caso il motto della formazione olandese è Forward, in all directions.

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