Recensioni

7.3

Unisce di nuovo le proprie passioni, Fabio Orsi, come in realtà ha già fatto più volte in passato: il riferimento è ovviamente ai due imponenti box Postcards From Russia e Il Ricordo Improvviso Dell’Assoluto Stupore, mix di libro fotografico e musica che cristallizzavano momenti particolari nella vita dell’autore, ma il discorso vale anche per il resto della sua oceanica produzione, anche quando apparentemente prescinde dalle immagini.

Musica e fotografia, insomma, la prima, come del resto la seconda, fruibile anche in maniera indipendente. Anche se in questo Giardino Forico, lavoro a quattro mani con Alessandra Guttagliere e primo volume, si spera, di una mappatura più ampia di città/giardini/esistenze, entrambe convivono al meglio nel rievocare sonoramente ciò che le immagini elaborate dalla Guttagliere indicano visivamente. Perfetta ed equilibrata convivenza, dunque, tra rielaborazioni con inchiostro delle foto originali che diventano quasi dipinti “altri”, dimensione aliena della quotidianità, sguardo deviante dalla consuetudine, esattamente come la musica contenuta nel CD allegato e distribuita lungo tre tracce (Charabià, Solo Deseo Celebrar, Hanami Il Passaggio, ma esiste anche una edizione limitata in doppio CD che aggiunge la intrigante suite Nostra Signora Del Sottosuolo), composta con l’ausilio di organetto, chitarra, tastiera e field recordings, riprende il quotidiano di strada, del vissuto, dell’umanità, ma lo rielabora, lo trasforma, lo travisa in una immagine che è quella di partenza ma anche qualcosa di altro. «Il Giardino Forico è un modo di restituire un luogo, una conoscenza, una umanità attraverso i nostri linguaggi. È il risultato di un processo artistico vitale, ascoltiamo e osserviamo lo spazio e lo parliamo», recita la nota di chiusura nel libro a cui, credo, non si debba né possa aggiungere nulla.

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