• Feb
    05
    2013

Album

Universal

Add to Flipboard Magazine.

Fabri Fibra è uno dei migliori rapper italiani di sempre, nonché un personaggio di assoluto rilievo nel panorama mainstream contemporaneo. Questo suo nuovo disco, dicotomico fin dal titolo, è incentrato in gran parte sulla contrapposizione di queste due evidenze, che talvolta collimano ma ben più spesso entrano in collisione: nella sempiterna lotta tra integrità artistica e logiche di mercato. A differenza del precedente Controcultura, che oltre i singoli tormentone era un’ottima fotografia del tramonto del berlusconismo, Guerra E Pace è un album molto più intimo e riflessivo, a testimonianza di un periodo di transizione, suo e nostro.

 

Un disco non facile, a dir il vero, che cresce – e di molto – con il passare degli ascolti, perché sebbene il suo rapping si sia fatto ancora più essenziale, talvolta quasi scarno, ogni singola parola acquista nell’insieme un significato più preciso, con le strofe che procedono meno intricate a livello metrico ma con più enfasi sulla singola frase, anche grazie all’ampio utilizzo di enjambement. Gli ultra-tecnicismi però sono centellinati rispetto al passato, ma appunto per questo sono più cfunzionali, perché vengono utilizzati sia per far risultare alcuni versi rispetto ad altri, sia per creare una sorta di collegamento ipertestuale tra questo e i suoi precedenti lavori. Guerra E Pace è infatti il primo album in cui Fabri Fibra si guarda finalmente indietro, prendendo spunto anche dalle sue primissime uscite indipendenti. È così che Bisogna Scrivere, uno dei brani migliori, è una specie di versione attualizzata degli Uomini di Mare, il gruppo con cui Fabri Fibra è diventato un culto underground sul finire degli anni Novanta. Stavolta però il suono non è semplicemente ispirato agli Outkast, sono proprio gli Organized Noize, il team di produttori dei primi lavori del duo di Atlanta, ad aver confezionato il beat. Il ritornello invece riprende quello di Baudelaire dei Baustelle, qui virato in una dimensione nettamente più esistenziale. E il risultato finale è davvero notevole.

 

C’è anche Neffa – che all’epoca produsse Turbe Giovanili, in una sorta di malcelato passaggio di consegne – a fare capolino in Panico, alle musiche e al ritornello. Il beat a dire il vero è molto “da filastrocca”, lontanissimo dagli standard di una produzione hip hop odierna. Eppure il pezzo funziona, a conferma di quanto Fabri Fibra dia paradossalmente il meglio di sé su basi unhip, basti pensare a quelle che gli fece suo fratello Nesli per Mr. Simpatia. Già, Mr. Simpatia, il suo alter-ego pazzoide, che qui torna a farci visita su A Me Di Te per distruggere il povero Valerio Scanu, in una strofa dai toni torbidi e grandguignoleschi ma dalla ben più ampia portata metaforica. Bruttino invece, sempre per rimanere in ambito mainstream, il ritornello di Elisa in Dagli Sbagli Si Impara: il testo infatti è piuttosto banale e il suo timbro di voce mal si amalgamala alle batterie della 808. Cosa che invece non succede quando Fabri è alle prese con la brostep (o american dubstep che dir si voglia). Personalmente odio il genere – uno come Skrillex ha fatto più danni che altro – eppure due brani come Frank Sinatra e Tutto In Un Giorno sono davvero potenti, e la voce di Fibra ci si adatta benissimo, proprio a livello timbrico.

 

Buone anche alcune delle tracce più manifestamente hip hop come Voce, Che Tempi, e Nemico Pubblico, quest’ultima la più potente a livello di rap. Chiudo infine citando la superba La Solitudine Dei Numero Uno. Beat di Woodro Skillson e Dot Da Genius, per intenderci il produttore della super-hit Day’n’Night di Kid Cudi, scratch del veterano Dj Double S, e Fabri Fibra che procede per immagini in modalità intimista, con un climax che sfocia in un semi-cantato davvero intenso, anche questo molto alla Uomini di Mare. Insomma, pur con qualche caduta di tono, Guerra E Pace è un album decisamente riuscito: il migliore di Fabri Fibra su major, nonché l’ennesima conferma di un grande talento.

25 Febbraio 2013
Leggi tutto
Precedente
High Highs – Open Season High Highs – Open Season
Successivo
Twenty One Pilots – Vessel Twenty One Pilots – Vessel

album

artista

Altre notizie suggerite