Recensioni

I Fear Of Men cedono finalmente alle voglie di long-playing pur senza tradire il feticismo per il piccolo formato. Early Fragments, che affidano alla Kanine Records (Eternal Summers, Royal Baths, Bleeding Rainbow), è infatti una collezione di singoli e b-sides rilasciati dal 2011 ad oggi su cassette self e 7″ ad edizione limitata per svariate altre label (Italian Beach Babes, Too Pure, Sexbeat), con l’aggiunta d’un unico inedito (Seer). Interessante la scelta di stendere la tracklist in ordine cronologico inverso: va a testimoniare che le doti, spiccate, c’erano già dal principio. Interessante come queste otto tracce, concepite per stare da sole, si ritrovino ad amalgamarsi naturalmente, per un sapore di compilation che resta soltanto vago.
Il merito è di un sound che è già ben definito, tra chitarre squillanti e nenie lo-fi videodreamaccostabili a quelle dei montrealini TOPS, schermature in territorio The Chills, transizioni viadrumming incalzante e sfuriate shoegaze che portano alla mente i grandi Curve. Il tutto accentato dalla bella voce della lead-singer Jessica Weiss, tanto simile a quella di Dolores O’Riordan dei Cranberries da aver già mandato in bambola la blogosfera cresciuta a pane e MTV Brand New e che senz’altro mieterà altre vittime; glorificato da un lirismo che ha radici nell’Accademia delle Belle Arti (da cui il progetto è sbocciato) e che cita con nonchalance i Salmi, la psicoanalisi freudiana e le lettere fra Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir (Ritual Confession), parla di afflizioni esistenziali, noie e tensioni amorose con aplomb morrisseyano, sa farsi crudo e persino violento (“I feed on your insides / I will digest you while you sleep”, da Mosaic) pur restando splendidamente pop.
Non mancano i refrain killer a reclamare ascolti in repeat, ed è quindi chiaro come il quartetto di Brighton possa prendere posto nel cuore dei delusi dagli ultimi Veronica Falls, che certo romanticismo classico (ma anche gotico) hanno abbandonato. Non solo: un successo importante quale quello dei cugini londinesi, con una buona dose di fortuna, potrebbe già partire da questo Early Fragments. Più probabilmente però, almeno fino ad un prossimo LP “proprio”, i Fear Of Men resteranno dominio di nicchia. Di certo c’è che una nuova ondata UK DIY nostalgica dei 90s (vedi anche: The History Of Apple Pie) si sta facendo sempre più pressante, ignorarla sarebbe non solo difficile ma anche stupido.
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