Recensioni

7.5

Dopo la ristampa di due volumi firmati Federico Fiumani da tempo fuori catalogo (Ballando con i demoni e Dov’eri tu nel 1977), la benemerita Hellnation continua a gravitare in orbita Diaframma recuperando e donando nuova vita a questo volume uscito nel 2010 come una sorta di allegato (di lusso) per i lettori del Mucchio Selvaggio. L’autore è il decano del giornalismo musicale Federico Guglielmi, firma tra le più prolifiche e autorevoli del panorama italiano, uno che la stagione del rock fiorentino l’ha vissuta in tempo reale, esperienza da cui deriva la tipica “presa” sul polso della situazione che affiora tra le pagine, con ovvi benefici per la lettura.

Guglielmi ricostruisce la vicenda che ha portato alla creazione di quel capolavoro della new wave italiana che è Siberia, a partire dai primi passi della band, e lo fa con stile asciutto ed efficace, attingendo con generosità alle testimonianze dei protagonisti, tanto che il suo sembra spesso più un lavoro da regista che da scrittore: Fiumani, Sassolini, i fratelli Cicchi, il compianto Ernesto De Pascale, l’imprenditore visionario Alberto Pirelli, il “quinto Diaframma” Maurizio Guarducci, il primo vocalist Nicola Vannini, poi ancora Giampiero Barlotti e il manager Bruno Casini tra gli altri compongono un vero e proprio coro di voci che le differenti angolazioni, i contrasti talora aspri e il tono fiero ma non arreso alla trappola della nostalgia rendono vive e significative.

Oltre alla rigorosa ricostruzione dei fatti, non mancano gli aneddoti anche gustosi, in un affresco che apre l’obiettivo cogliendo le sorti di una stagione e una scena formidabile, sicuramente più avventurosa di quella contemporanea, vuoi per la precarietà di mezzi e tecnologie, vuoi per il diversissimo peso del rock in un immaginario collettivo che al rock attribuiva ancora un ruolo cruciale. Tra i valori aggiunti della riedizione c’è senz’altro l’integrazione dei capitoli finali dedicati alle operazioni che hanno rimesso in circolo Siberia in tempi più recenti, protagonista ovviamente la discussa operazione Siberia Reloaded del 2016, che forse all’epoca la critica ha liquidato con poca serenità, ingaggiando un confronto ingrato con l’originale e perdendo quindi di vista il senso di quelle versioni per i Diaframma contemporanei.

Last but not least, contribuiscono a rendere prezioso il volume la copertina cartonata e un corredo di immagini di una bellezza commovente. Tirate le somme, è un libro consigliatissimo, e non solo ai fan di una delle band più importanti del (nostro) rock.

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