Recensioni
Fennesz
Plus forty seven degrees 56' 37" minus sixteen degrees 51' 08"
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Martino Lorusso
- 1 Aprile 2004

Dopo pochi mesi da Magic Sound Of Fenn O’ Berg, Fennesz traghetta presso la Touch di John Wozencroft dove pubblica il successore ufficiale dell’acclamato Hotel Paral lel, divenuto nel frattempo pietra d’angolo della scena Glitch.
Registrato in Australia, allestendo un giardino a vero e proprio studio di registrazione, e con l’ausilio dei soli chitarra e powerbook, Fennesz non concede più nulla ai facili beat e si concentra su un suono astratto e indeterminato, dove celebralità e obliquità dominano ogni tentazione di realtà e concretezza.
Negli otto brani numerati da 010 a 017 la chitarra "trattata" assume un ruolo fondamentale: in 013 pare di sentire delle manipolazioni vicine alle strategie oblique di Brian Eno / Robert Fripp (Evening Star), mentre in 014 è la saturazione chitarristica à la My Bloody Valentine a farla da padrone. Atmosfere più inquietanti si attivano nel momento in cui il baricentro si sposta verso i versanti ambient isolazionisti cari ai Main (si legga anche la recensione di Fennesz/Main) di 015, mentre il miraggio della famosa “estate infinita” si intravede nella cristallina 010. Manca ormai poco al capolavoro fennesziano.
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