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I profeti del glitch sono tornati con un nuovo brillante lavoro che farà felici tanto gli appassionati di elettronica digitale quanto gli ascoltatori occasionali di queste frequenze sonore. The Return of Fenn O’Berg, moniker dietro il quale si cela il trio delle meraviglie, Fennesz, Jim O’Rourke, Peter Rehberg, comprende registrazioni di concerti tenutisi a Vienna e Parigi (successivamente editate).

Piuttosto che dare un seguito alle ostiche improvvisazioni della prima collaborazione tra i tre artisti, il disco prosegue il cammino intrapreso con le prove soliste di Fennesz (Endless Summer) e O’Rourke (I’m Happy, and I’m Singing, and a 1,2,3,4), non lesinando in aperture melodiche e crescendo emozionali che emergono tra macerie giltch-pop.

Esemplari, in questo senso, sono i quattordici minuti di A Viennese Tragedy, la seconda traccia: un evocativo cut’n’paste di frammenti sonori sintetici, riproduzioni al powerbook di suoni concreti (una macchina da scrivere, clangori industriali…) che si sovrappongono in texture e sequenze di loop. Tra queste trame si innestano alla perfezione campioni di suoni orchestrali, generando momenti di rara commozione (ascoltate il sample di archi che parte intorno al minuto 9).

I tre pezzi rimanenti proseguono sulla falsariga del secondo, non raggiungendone l’eccellenza ma attestandosi su buoni livelli e, soprattutto, rivelandosi sempre godibili all’ascolto.

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