• Giu
    09
    2014

Album

Hyperdub Records

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Eclettico, capace di sondare i più diversi terreni elettronici, King Britt torna su Hyperdub. Prima di questa messa a fuoco, la saga Fhloston Paradigm era stata delineata da un paio di EP (Charlie Sleeps, 2009, RCRD LBL, e Fiction Science, 2011, Saturn Never Sleeps), un mix per Fact Magazine e Chasing Rainbows, altro extended play, esordio del produttore di Filadelfia sull’etichetta di Kode9.

Con The Phoenix King Britt lascia per la prima volta da parte il suo storico alias e, quasi ad indicare la volontà di capitalizzare gli episodi precedenti, si trasforma in Fhloston Paradigm. House che mescola soul, ritmi spezzati, arpeggi sintetici, impressioni dal cuore di mondi contrapposti, se non altro in termini di spazio e luce, come cosmo e profondità marine. Colonna sonora alternativa del Quinto Elemento di Luc Besson, film di fantascienza del 1997, o probabilmente solo vago riferimento alle sensazioni di questo (nella pellicola, Fhloston Paradise è il resort futuristico oggetto della visita di Bruce Willis), il disco segue il preciso disegno dei prequel. Un’anima elettronica, da pista, gentilmente sfregiata da schegge acide e distorsioni (i 9 minuti di The Phoenix), rilassata su vocalizzi eterei (la finale Light On Edge), presa in prestito da uno sciamano e lanciata verso un viaggio infinito tra le galassie (Tension Remains).

Lavoro impegnativo, si sfiora l’ora di musica, ma le immagini sci-fi costruite da King Britt non risentono di eccessivi cali di tensione, nè devono usare troppa forza per inserirsi con eleganza all’interno del discorso Hyperdub.

11 Agosto 2014
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