Recensioni

7.7

Evidenziatisi nei primi anni del Terzo Millennio come una delle band italiane che meglio interpretavano musicalmente l’ambiguo concetto “emocore”, restandone però loro malgrado impaludati, oggi i Fine Before You Came sorprendono non poco, rivoluzionando(si). E positivamente, nonostante il titolo del loro ultimo album S F O R T U N A, volutamente scritto spaziato, faccia pensare al peggio. Due sono i motivi principali di questa riuscita rivoluzione: la scelta di cantare in italiano e il coraggio di mettersi a nudo completamente.

I cinque ragazzi di stanza a Milano sono riusciti a scrivere sette canzoni viscerali, istintive, intime, sfrontate, “sentite” e sferzanti, con un’umiltà e un’autenticità non indifferenti. Parole urlate che fuoriescono direttamente dallo stomaco, dalla gola, dagli occhi, impastate con lacrime, saliva e succhi gastrici, in un mix emozionale di punk, hardcore e post-rock. Ci sono un’urgenza, un’impulsività e un’angoscia tutte adolescenziali (“io non mi sono mai vestito da adulto”) dietro le sillabe, gli arpeggi e le tempeste sonore, ma non si pensi a ciò come a una mancanza di mauturità, anzi. Tutt’altro. Qui i nomi che vengono in mente sono del calibro di Fugazi, Slint e Mogwai ma anche di Altro e Massimo Volume.

Colpisce eccome S F O R T U N A, fosse anche solo per la bizzarra scelta della sua distribuzione: gratis sul sito della band, in cd per La Tempesta, in vinile per la nuova Triste e in musicassetta per Ammagar. È paradossale sentirli cantare “ho chiamato i miei insuccessi, sfortuna”. Qui di fallimenti neanche l’ombra, per F O R T U N A.

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