Recensioni

Una nuova avventura sonica e remi in barca per i due amanti del synth. Se qualche anno fa i ragazzi avevano missato i mondi del pop e del floor con hit del calibro di Emerge, oggi non si scrollano di dosso il passato, anzi ci annegano con un misto di citazioni proverbiali à la Depeche Mode (Money Can’t Dance, e ricordiamoci pure le maldestre prove dei Bloc Party), estetiche 80 (In A Modern World), e altrettanto istituzionali copia-incolla man machine e Moroder (Supply & Demand) quando non auto riproporre se stessi tuot court (The Best Revenge).
Che questa ennesima ondata di retrofuturismo si stia facendo sentire forte in un determinato electropop d’autore è ormai assodato (vedi il ritorno di Miss Kittin & The Hacker, Röyksopp, Client, Dat Politics e altri), tuttavia come difendere un progetto che si è ridotto a una raccolta di cliché primi Duemila? Non sarà qualche singoletto accattivante a convincerci del contrario come è piuttosto scoperta la mossa del come back proprio sull’onda dello stesso revival che a primi 00s avevano (e meglio) contribuito a istituzionalizzare. Prodotto scaduto.
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