Recensioni

6.7

Il nome potrebbe evocare spiagge tropicali, invece dietro il moniker Flamingo c’è Lavinia Siardi, che esordisce con Komorebi, un disco conteso tra la delicatezza del dream pop e la forza rock in tinte shoegaze. Rose mette tutto in chiaro sin da subito: tenerezza e toni cupi, carezze e muscoli si alternano in quattro minuti di saliscendi emotivi, anticipati dall’intro simil noise Where It Ends. In Wish You The Best arrivano anche i cambi di ritmo a dimostrazione di un debutto che sa urlare in faccia e sussurrare allo stesso tempo.

Lo dimostrano anche i brani più intimisti, come la title track, affidata a sole chitarre riverberate e alla voce: una canzone che vive di riempimenti e, soprattutto, di vuoti. The Wind Cave è l’altra faccia della medaglia, con suoni corrosivi e saturazioni dilatate a infuocare tutto ciò che c’è intorno. Merito anche della produzione e di un’interpretazione del tutto personale.

La pecca di Komorebi sta nella riproposizione di strutture ben definite e dinamiche quasi sempre circolari, mentre quello che impressione è la profondità del vissuto che trasuda dai testi e il potenziale di un sound che è sulla buona strada della personalizzazione. È proprio uno di quei casi in cui occorre riproporre il vecchio adagio dell’”attendiamo sviluppi futuri”.

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