Recensioni

6.7

Sarà davvero un trionfo annunciato, questo debutto dei Foals? Una band che era next big thinggià mesi fa, e che oggi corre addirittura il rischio di arrivare in
ritardo rispetto al boom previsto (praticamente un record). Una band
che, nondimeno, ha inevitabilmente calamitato l’interesse dell’intera
industria indie britannica – inclusi fan celebri del calibro di Kieran Hebden(che li ha remixati) e Bloc Party (che li sponsorizzano da almeno un
anno). Il tutto grazie a tre singoli che, come anticipato, non fanno
parte del full-lenght in questione, la cui gestazione è stata più
travagliata del previsto: l’attesa produzione di Dave Sitek dei Tv On the Radio è infine andata a farsi benedire, per via delle solite divergenze stilistiche.

L’hype-ometro è alle stelle, ça va sans dire;
e noi, giusto per non indulgere nel raccontare una storia risaputa,
sentiamo il dovere di esaltare gli inserti math e afro beat che questi
ragazzi di Oxford hanno innestato in un tappeto p-funk / emo di matrice
– manco a dirlo – Bloc Party. Con le sue sovrapposizioni chitarristiche in stile Ian Williams e poliritmi e fiati alla !!!, l’iniziale French Openè infatti di gran lunga il più interessante di un lotto di brani secchi
e taglienti quanto volete, ma per lo più telefonatissimi (da Cassius al singolo spacca-dancefloor Balloons), se nelle orecchie è passato almeno una volta Silent Alarm (o l’EP di esordio di Kele Okereke & co). Per il resto, Heavy Water e Two Step Twice sono un indice del passaggio dei Battles l’anno scorso, mentre Olympic Airways fa intravedere un’attitudine quasi pop, alla Klaxons addomesticati.

Sia chiaro, Antidotesè assolutamente il disco ultra-figo che tutti si aspettano (prodotto e
confezionato con tutti i crismi del caso), e il gruppo ha davvero un
tiro notevole oltre che una visione d’insieme estremamente chiara: non
indulge nelle romanticherie dei loro ispiratori (nessuna I Still Remember da
queste parti), ma va dritta come un treno, non lesinando spigolosità
post-punk a destra e a manca (un rigore che, attitudinalmente, li
accosta ai più radicali These New Puritans). Ancora una volta, rip it up and start again, e chi s’è visto s’è visto.

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