Recensioni

5.9

I Foals sono un’altra band da Oxford. Esordirono due anni orsono con Antidote, album che guadagnò loro un più che discreto hype, in ragione del quale il qui presente sophomore Total Life Forever acquista i tipici connotati del banco di prova. Che superano in forza di una calligrafia tanto complessa quanto gradevole, all’insegna di un’enfasi ad ampio spettro ma allo stesso tempo fragrante. Tuttavia, non riescono a convincermi. Ad avvincermi.

Il loro è un iper-pop che impasta benissimo riferimenti e reminiscenze "nobili" – i Talking Heads già etno-funk, olografie Brian Eno e Japan, persino particelle di traiettorie matematiche June Of ’44 – con i tòpoi da mainstream alternativo definiti negli ultimi anni grazie a band tipo Manic Street Preachers, Elbow e sia pure Radiohead. Tutto ciò sembra accadere in forza di una consapevolezza tenace, che esista cioè un pubblico consolidato per proposte del genere, una nicchia consistente pasturata dai canali televisivi e radiofonici dedicati proprio all’indie major (la Brand New di MTV, le occhiute radio libere britanniche…).

A differenza di quanto accadeva un decennio fa, la ricerca del successo non significa necessariamente prendere spunto dal rock alternativo per sviluppare un linguaggio mainstream (come fecero, ad esempio, i Muse ed i Coldplay). Oggi una band arguta e adeguatamente preparata tipo i Friendly Fires o – appunto – i Foals, può permettersi di fare la propria cosa restando sostanzialmente fedele ai propri riferimenti musicali (e – perché no? – culturali), perché sa di poter comunque contare su una fetta della torta.

Il problema è che non sempre questi preziosismi semantici sono l’abito di un quid forte, espressivamente ben caratterizzato e potentemente contestualizzato. Intendiamoci, i Foals sono abili: pezzi come After Glow, la titile track, 2 Trees ed il singolo Spanish Sahara sono ambrosia per i timpani del tipico rockettaro sognatore. Ma non riescono a coinvolgere fino in fondo, la magia non scatta e i pur volenterosi marchingegni sonori non riescono a celare la loro natura di manufatto. Con le potenzialità emotive di un libretto delle istruzioni per l’assemblaggio.

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