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Le produzioni di Forest Swords, a partire dal più recente e apprezzato Compassion, sono sempre state caratterizzate da toni meditabondi, atmosfere noir e da una commistione di stili che vanno da fumose pianure ambientali a tocchi di soul e dub, passando da elementi più taglienti e freddi. E poliedricità e ipnotismi sono alla base anche del suo Dj Kicks, un missato che si presenta particolarmente orientato all’ascolto in cuffia senza alcuna concessione al dancefloor. Non a caso, in press release Matthew Barnes racconta di essersi liberamente ispirato alle session del compianto John Peel e al suo istinto nella selezione delle tracce.

Il lungo percorso, composto da 27 tracce, funziona anche come un broadcast notturno à la Kiss FM o come uno di quei mixtape fatti in casa per entusiasmare gli amici. Ad una prima parte ambientale, tra field recording (le voci nella chinatown di Liverpool) e progressioni atmosferiche d’archi (Three Sisters Theme), fanno seguito guizzi di calore e colore grazie all’innesto dub & reggae di Best Friend dei Rhythm & Sound e Love Joy fino al festoso jazz-soul di Neneh Cherry.

Il mix ha le “code ruvide”, ma date un ascolto alla sfumata tra i toni scuri e gotici di Mesmerism dei Dead Can Dance e l’unico inedito inserito in scaletta. Si intitola Crow e riprende tutti i tratti della cifra stilistica del Nostro (e in particolare quelli espressi nell’EP Congregate/Free), conditi da bordoni e mistero. Le scosse arrivano anche dall’innesto di techno soffusa, ritmi sincopati, sapori world (da Pantha Du Prince ai Demdike Stare fino agli Orbital), scelte che restano coerenti con lo stile del mix. Una playlist che ci permette di esplorare la collezione di Forest Swords e di goderci il fascino di un ascolto pensoso, notturno.

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