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7

Dopo aver chiuso il capitolo pirate radio nostalgia (leggi alla voce Beautiful Rewind), Four Tet si regala un album ispirato all’India, due lunghe suite come due lunghi mantra elettronici dove è la parola “psichedelia” quella che ti verrebbe da ripetere ad ogni variazione di ritmo, visto anche il minutaggio dedicato a una giungla floreale ed estatica. Due lunghe suite, dunque, come se si trattasse di vecchio album dei 70s, ognuna con dentro quelli che potresti dire dei movimenti e l’intero disco animato dall’idea del viaggio e della scoperta attraverso seduttivi strati sonori che richiamano sia il minimalismo di Terry Riley, sia certe gentili krauterie Cluster /Moebius /Roedelius.

Si può pensare a Morning/Evening anche come a un lungo dj set sulla spiaggia o un riassunto dei tour de force notturni del producer sulle frequenze radio inglesi, da solo o in compagnia di Jamie XX o Floating Points. Ecco perché la combinazione e l’avvicendamento di ritmi (4/4 clubbisti, tribali deep altrettanto danzerecci dal gusto home made) ed estasi sonore (pop pseudo bollywood campionato chissà dove, ariosi mantra elettronici e new age) avviene in modo quasi casuale, ma sempre naturale. Disco da ascoltare una volta e bene. Va goduto così, sul momento.

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