Recensioni

7.2

Fuori dalla retorica facile degli incipit e cercando di fare ordine tra i tanti fili che si potrebbero rincorrere a partire da un disco come questo, Four Tetabbiamo già avuto occasione di dirlo – è comunque la si voglia vedere uno dei produttori chiave di questi famosi Anni Zero, uno dei simboli dell'IDM intesa come laptop music e come ritaglio e stilizzazione di certe tendenze dance. Allo stesso tempo, è uno dei pochi che ha reso sensato rispolverare l'etichetta – splendida nella sua genericità – di elettronica (rendendone lecite anche altre – e ancora più sdrucciolevoli – come post-qualcosa e fusion), avendo proposto un signature blend discreto, mai sensazionalistico, mai sopra le righe, ma di grande efficacia, un "cosmopolitismo contemporaneo" che secondo gradienti diversi ha messo assieme (importante la prospettiva da cui si osserva la cosa) elettroacustica, jazz, hip hop, house, minimalismo, ambient e dubstep, in produzioni stilizzate, fin dai titoli scelti per i pezzi, innervate da una sensibilità melodica che potremmo definire addirittura neoromantica, e informate da una compostezza che le rende in qualche modo subito – l'abbiamo già dettoclassiche, perché lineari, subito leggibili, facili, ma non per questo necessariamente semplici, sicuramente non banali.

A due anni tondi dall'ultimo album, e dopo un tour de force di collaborazioni hypatissime ma in mezzo alle quali è riuscito a muoversi molto bene (Burial, dal Moth/Wolf Cub da separati in casa, 2009, fino al recentissimo Nova; Caribou; Thom Yorke), quale migliore punto della situazione se non una raccolta coi singoli sparsi messi in free streaming (e su vinili limitati) a partire da inizio 2011? Eccoli allora questi 8 pezzi medio-lunghi: 6 li conoscevamo già, ma qui acquistano un respiro diverso e una loro organicità, e 2 sono inediti (Lion, Peace for Earth).

E' il punto della situazione sul FT-pensiero, senza rivoluzioni dal 1999 a oggi, seguendo semmai piccoli shift di interesse, dove si incontrano a mezz'aria – in leggerezza, solarità, positività – molti degli elementi caratteristici della tavolozza del nostro, limitata eppure ricchissima: la lezione minimalista dei loop, delle stratificazioni e microvariazioni, ma anche il gusto per la timbrica porcellanosa delle percussioni (esemplificata nella lunga eterea bollosa Peace For Earth) e per arpeggi di strumenti a corda discretamente orientaleggianti; la lezione ritmica – e poliritmica – appresa lavorando in live impro assieme a Steve Reid (specialmente l'inizio di Locked); la pulsazione house, tra tentazioni micro e morbidità deep; e quella dubstep, soprattutto nella sua declinazione organica e concreta (il rullante legnoso di Burial sul 4/4 house – che in fondo è samba – di Orocas e, ancora prima, immerso nel mood Hot Flush tagliato con gorgheggi femminili di Jupiters; il dubstep con sotto un repeat vocale footwork di 128 Harps). Fino appunto alla fusion contemporanea (una space disco jazzata?), ma lontana anni luce – per dire – dal barocchismo del Flying Lotus di Cosmogramma, di Pinnacles.

Kieran non è un visionario, non apre violento squarci su orizzonti nuovi, non folgora, ma persuade, suadente, fa sintesi, spiega perché queste cose stanno bene assieme e perché queste altre sono in fondo la stessa cosa, senza banalizzare la materia da cui parte (un po' mutatis mutandis come gli ultimi – lato sensuRadiohead). Non azzarda praticamente mai FT, ma altrettanto spesso regala semplicemente belle produzioni, bei pezzi, con stile, tocco. La sua è una club music conquistata, soft ed ecumenica, fortemente ancorata all'estetica del fine cut sampledelico, che vive di osmosi e di omologie con l'altro.

Per richiamarci a un altro produttore diversissimo ma anche lui bello intrippato col minimalismo di Reich e Riley: Four Tet qui sicuramente più bello che importante. E per richiamarci a un altro, che FT se l'è studiato a tavolino per fare le sue cose: un po' troppo allineato su un mood "sottofondo (sofisticato)". Ma ascoltarlo è un piacere.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette