Recensioni

In Italia, lontano dai riflettori e dal chiacchiericcio continuo di chi è più interessato all’hype che al reale valore della musica, c’è una label, specializzata nell’elettronica più meditativa che non sbaglia una release: stiamo parlando di Pregnant Void, sotto-etichetta della Out Electronic Recordings del salentino Simone Gatto, inaugurata nel 2017 con l’esordio del duo cosmic-techno Mørk e che già può vantare una manciata di dischi preziosi nel proprio catalogo. L’ultimo dei quali è firmato dal friulano Francesco Devincenti, uno dei due componenti dei succitati Mørk, ed è uscito il primo di settembre di questo 2019: Brutal Reality, senza timore di esagerare, si candida per il titolo di disco dub dell’anno, pur essendo nel suo insieme non esattamente un disco dub.
Lo stile giamaicano è infatti assoluto protagonista della lunga e morriconiana 6 a.m. Fishing Dub realizzata con il label-owner Simone Gatto, ma è anche l’ingrediente principale degli altri brani, in realtà anche piuttosto eterogenei. Apre i sessanta minuti abbondanti dell’opera il volutamente incerto incedere analogico di Maths e le tracce successive, specialmente le tre collaborazioni con il collega producer Hi.Mo, proseguono sulle stesse coordinate, mischiando dunque caldo ambient, riverberi e perturbazioni radiofoniche che sembrano suggerire una distanza, come se stessimo ascoltando separati dalla fonte della musica da un qualche ostacolo.
La narcolettica (e non avrebbe potuto essere altrimenti considerato che porta il nome di una qualità di erba) Skunk, pur senza accelerare i battiti, inizia a contaminarsi con le ritmiche sincopate della drum’n’bass, anticipando le geometrie frammentate e british (ma sempre rallentate e dopate) di Lords of Lords e soprattutto della maestosa title track, ma è la spettrale e distorta Submission, un trip-hop tagliente e sensuale affidato alla bella voce della biellese Alice Lobo, a sorprendere maggiormente in una scaletta già validissima.
Brutal Reality conferma quanto dicevamo inizialmente, impreziosendo ulteriormente il catalogo dell’etichetta per cui esce, ma soprattutto rappresentando una maniera esemplare di porsi di fronte alla materia sonica: Francesco Devincenti, attento e creativo alchimista sonoro, in questo esordio declina una personale e affascinante versione moderna del dub e delle sue ipnotiche suggestioni, quasi un rifugio sicuro e accogliente dalla frenesia e dalle frustrazioni della vita quotidiana.
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