• Mar
    30
    2018

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Sub Pop

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Sono passati poco meno di due anni dall’ultima interessante pubblicazione a firma Frankie Cosmos, quartetto indie pop capitanato da Greta Kline. Con non poco entusiasmo salutavamo, infatti, quel Next Thing che ci era sembrato un po’ la chiusura di un ciclo avviato con le copiose release via Bandcamp e sconfinato in un progetto che continua a mutare sotto il peso delle parole dell’eclettica cantautrice. Il nuovo lavoro Vessel pare non smentire le nostre previsioni, con la Nostra che – nel frattempo – ha firmato un contratto con Sub Pop pur non rinunciando al suo fidato producer Hunter Davidsohn (già al lavoro per il filotto Zentropy e Next Thing), e a un’urgenza espressiva (quasi garage) in grado di rendere traslucidi anche questi diciotto brani.

È proprio cavalcando quella sinteticità in chiave Robert Pollard che i Frankie Cosmos continuano a mostrarci i loro pieni e vuoti interiori, le luci e le ombre, aggressività ed apatia. A mutare sono le tematiche o, se volete, il modo di approcciarsi ad esse: si spazia – in appena quaranta minuti – in temi che toccano vita, morte, sesso, amore, lasciando filtrare una certa religiosità mai celata («Sono molto affascinata dal linguaggio religioso e leggo molto spesso la Bibbia», aveva dichiarato Greta Kline in un’intervista rilasciata a P4k). Vessel, da questo punto di vista, rappresenta una piccola opera indie-gospel, con il cantato quasi angelico della Kline destinato a stagliarsi nella mente dell’ascoltatore. Mutano anche i punti di riferimento, ora un po’ più lontani dalla compagna d’arme Courtney Barnett (che però potremmo chiamare in causa in prove come Being Alive o Cafeteria), e molto più vicini ad un’idea estatica di canzone pop, con chitarre – ora pungenti altre appena accennate – a tracciare il nuovo corso.

La nuova formula messa a punto dai Frankie Cosmos mira ad un’ontologia meno bohémien e più rigorosa: in Vessel si osa meno in fase di composizione ma a beneficiarne è proprio l’equilibrio che mancava alle due precedenti prove. Una forma indomabile di stabilità che segna una nuova maturità: la fine (forse) dello status quo di eterna promessa e l’inizio di un nuovo percorso che porta alla nascita di un’artista più consapevole dei propri mezzi. Quale sarà il prossimo step Frankie Cosmos?

30 Marzo 2018
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