• Feb
    01
    2004

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Domino

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L’erede al trono d’Austria-Ungheria il cui assassinio a Sarajevo portò allo scoppio del primo conflitto mondiale c’entra come i cavoli a merenda: i Franz Ferdinand sono un combo scozzese di quattro elementi, giunto alla prima prova discografica dopo un paio di fortunati singoli usciti alla fine dell’anno scorso.
Cocchi di turno della stampa specializzata, si inseriscono abilmente in quel solco indie-garage tracciato da band come Strokes e Interpol, ma quello che li differenzia principalmente da queste band, già di per sé non eccezionalmente innovative, è l’attitudine squisitamente ludica (da giovani scozzesi amanti della musica e della birra). I Franz Ferdinand nascono, a sentir loro, come un gruppo “per far ballare le ragazze”, e in quest’ ottica va inquadrata la loro proposta, un indie rock con ascendenze wave, tendente ai ritmi disco. E bisogna ammettere che, scandagliando le undici tracce di questo omonimo album di debutto, il risultato è efficace.
L’intro di Jacqueline, affidata a sola voce e chitarra, richiama subito alla memoria i conterranei Belle and Sebastian, ma si cambia subito tono con un basso smaccatamente Pixies che ci conduce verso un brano nella migliore tradizione indie d’oltremanica, ritmo sincopato di chitarre rabbiose e testo very british; con Tell her tonight entriamo in territori new wave, ma non quella oscura cui si ispirano i citati Interpol o i British Sea Power, bensì quella giocosa degli XTC.
Il trascinante singolo Take me out è forse la canzone più rappresentativa dei Franz Ferdinand; inizia ruffiana à la Strokes per diventare un’irresistibile disco con tanto di ritmo in levare e ritornello che difficilmente ti esce dalla testa: musica da party a elevato tasso alcolico, è arduo non farsi coinvolgere. I brani successivi scorrono l’uno dopo l’altro muovendosi sulle stesse coordinate, tra una citazione di Hendrix (Matinee), synth analogici alla BowieEno che introducono giri armonici blureschi (Auf Achse), garage corrosivi e dissonanti in stile Sonic Youth (Cheating on You, Michael), echi di Doors (This Fire), Radiohead primissima maniera (Come on Home) e Pulp (40 ft).
Altro episodio degno di nota è Darts of Pleasure (già uscito su ep e accompagnato da un video divertentissimo), un power pop di sicura presa che in tre minuti condensa furbescamente tutti gli ingredienti del suono dei Franz Ferdinand. Sulle lunghe distanze l’ascolto diventa un po’ faticoso, la dimensione ideale di questa musica è il single piuttosto che il long playing. Ma se non si tratta di un disco di spessore, ascoltato con le orecchie giuste può rappresentare una boccata d’aria fresca.
Cool e spensierati quanto basta, i Franz Ferdinand hanno tutti i numeri per diventare la next big thing del nuovo panorama indie britannico. Godiamoceli senza troppi pensieri, finché durano…

12 Marzo 2004
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