Recensioni

6.9

Con una voce così, la canadese Frazey Ford non poteva che dedicarsi al country soul: il timbro vagamente sabbioso di chi spazza memorie e visioni da front porch, le venature profonde e dilatate di stampo memphisiano. Per questo, dopo oltre un decennio passato a maneggiare con successo bluegrass e folk nel trio The Be Good Tanyas, il presente debutto solista Obadiah suona come una specie di compimento. Tredici tracce che si concedono facilmente all'ascolto eppure in qualche modo indomite, arrangiate con la semplicità generosa di chi ha idee e intenzioni ben chiare, come ad esempio citare Roberta Flack e Ann Peebles tra i modelli di riferimento oppure concedersi la cover di One More Cup Of Coffee ovvero il Bob Dylan ibrido altezza Desire.

Ti sembra che Frazey affronti con naturalezza quello che per l'ultima Cat Power è una sorta di espiazione: ok, il tasso d'inquietudine di Frazey non è paragonabile a quello di Chan, eppure nella sua diffusa dolcezza non smetti mai di avvertire l'amaro che nobilita il drink. Le cose vanno meno bene quando si sbilancia troppo sul versante black, come in quella Blue Streak Mama dove fa un po' la figura di quella fuori posto, ma finché si mantiene in equilibrio sulla linea d'ombra che dicevamo (vedi le splendide Firecracker e Goin' Over) è un piacere restare in sintonia.

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