Recensioni

6.6

Secondo album per il trio formato da Edward Gibson, Edward Macfarlane e Jack Savidge. Dopo l'omonimo debutto del 2008, la band ha continuato a crescere e a partecipare a progetti che hanno contribuito a portare avanti il verbo nu-rave anche dopo lo scioglimento degli LCD Soundsystem e la decadenza di Rapture & Co.

Registrato fra uno studio della campagna francese (ma quanto va di moda oggi?), la cintura urbana londinese e New York, il disco è co-prodotto da Paul Epworth, il produttore inglese che ha lavorato fra gli altri con Adele, Florence And The Machine, Bloc Party, Primal Scream e, guardacaso, Rapture. Anche se influenzate dalla mano del pluripremiato smanettone di consolle, le tracce cercano di smarcarsi dagli stereotipi delle band con l'articolo 'The' davanti al nome e si ritagliano una cantabilità pop che fa l'occhiolino ai Cut Copy (Running Away), riprende riff dei Daft Punk (l'incipit di Blue Cassette è la riscrittura velocizzata di One More Time, i filtri di Hurting sono old-school french touch anche se c'è di mezzo l'Harlem Gospel Choir), e inevitabilmente ricalca la lezione dei maestri newyorchesi aggiungedo echi '80 (Running Away e True Love con il featuring di Alex Frankel degli Holy Ghost!).

Il risultato non è però così scontato e banale, dato che si aggiunge varietà smarcandosi su territori tropical-sincopati à la Paul Simon (Pull Me Back To Earth), soul sdolcinati-loungey (nella titletrack), funkettini sciccosi (Helpless) e in generale su una coesione che si toglie di dosso l'aura malinconica del rock dela grande mela post-9/11, per tuffarsi in una coloratissima e a tratti spensierata passeggiata pop. L'invocazione del romanzo utopico di Aldous Huxley del 1962 (Pala è il nome dell'isola di Island, appunto) ci fa sperare in una maturità in arrivo. Per ora ci sono ancora troppi elementi di plagio e di nostalgia dei primi anni zero che rendono il disco nient'altro che un buon passatempo.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette