• ott
    01
    2011

Album

Thrill Jockey

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Dai pruriti New Order/dance del Wave Like Home disco d'esordio di tempo ne è passato parecchio. Tempo che i Future Islands hanno messo a frutto, prima con un In Evening Air del 2010 che arrotondava gli spigoli in favore di un'elettro-wave sognante con qualche reminiscenza bowiana e poi nel qui presente On The Water. Ulteriore (riuscita) alfabetizzazione di un suono che si fa sempre meno aderente ai modelli iniziali e sempre più aperto a contaminazioni apparentemente lontane tra loro.

Che si chiami maturità o furbizia poco importa. Quel che è chiaro è che la formazione di Baltimora ha capito che la partita si gioca tutta sugli equilibri tra le parti e non sulla reiterazione di un'ideologia post-punk già vecchia in partenza. Gli stessi equilibri che consentono alla title-track di posizionarsi con piena dignità tra certi The Jesus & Mary Chains narcotici e un cantato soul vagamente ispirato ad Antony Hegarty, a Before The Bridge di citare i Cure, o magari di annusare i Kraftwerk nel synth di una Where I Find You crepuscolare.

In generale il suono del basso rimane ancorato ai New Order citati in apertura, i testi trasudano romanticismo da ogni dove, i tempi rallentano, il timone rimane orientato verso l'Inghilterra dei primi anni Ottanta. Quella che cambia è la sovrastruttura ricettiva verso il contemporaneo che il gruppo dimostra ancora di saper maneggiare e aggiornare a dovere. Nella pratica, gli afflati Arcade Fire trasposti nel crooning ai limiti del new romantic di Give Us The Wind o nella drum machine irregimentata di Close To None. Il resto è materiale godibilissimo, per una post-wave che non ci stupiremmo di veder compiere il grande balzo verso un pop a tutto tondo.

21 novembre 2011
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