Recensioni
È un po’ il suo filtro di lettura, le lenti che indossa (che è tornato a indossare) da una ventina d’anni, ma Julian Cope, per presentarci la collaborazione tra i Gala Drop e Ben Chasny (Six Organs Of Ammittance) ci parla della psichedelia progressiva e paracosmica di Ash Ra Tempel.
Il Nostro è un po’ fissato, ma la cosa nasconde un fondo di verità. In effetti è come se Gala Drop e Chasny in Broda fotografassero un passaggio: quello tra le psychrock band di fine Sessanta dedite alla jam session (potenzialmente infinita) e le band che, sulla strada della cosmica, optarono per un cambio di paradigma: la meditazione. L’esordio di Gala Drop era decisamente su questa seconda strada. Questa collaborazione fa qualche passo indietro, riprende il discorso da un punto di vista americano (nord americano, che guarda al centro e al sud (Broda), come il primo Santana), più che tedesco, e abbandona il livello avant-quartomondista.
La collaborazione si basa esattamente su un venirsi incontro. I Gala Drop hanno aperto per Six Organs nel 2009, voluti da Chasny. Da lì è nata questa sovrapposizione dove la band ha inglobato il singolo e gli ha concesso il posto sul piedistallo, dove sfogare le elucubrazioni della seicorde elettrificata (Positano). Non sono poi così lontani da The Epiphany Of Glenn Jones, dove Chasny è un Fahey auto dichiarato. L’effetto, però, non è di una combinazione simbiotica che sposta in avanti sia l’una che l’altra parte in gioco. Entrambe le parti, come detto, vanno indietro, oppure, per meglio dire, vanno sul sicuro, non si prendono rischi ma giocano con ingredienti che non riservano sorprese.
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