• ott
    26
    2018

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Brainfeeder

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Nonostante una vena creativa prolificissima e un talento musicale fuori dal comune, Georgia Anne Muldrow è sempre stata criminalmente sottovalutata, ridotta a striminzito trafiletto all’interno della storia della musica hip hop degli ultimi quindici-venti anni. Il sospetto che dietro a questo disinteresse – da parte del pubblico, sia chiaro, più che degli stessi colleghi e degli addetti ai lavori – si nasconda una genetica, innegabile e sempre più rampante misoginia, sorge subito spontaneo. L’intervento di un peso massimo del calibro di Steven Ellison, in arte Flying Lotus – fondatore della label Brainfeeder, per la quale questo nuovo Overload è uscito – potrebbe finalmente dare una svolta alla carriera della producer californiana. Ma per conoscerla un po’ meglio, riassumiamone brevemente la biografia.

Classe 1982, Georgia Anne Muldrow è figlia d’arte, il padre infatti è lo scomparso chitarrista Ronald Muldrow mentre la madre è la cantante Rickie Bryars, entrambi attivi in ambito jazz. La musicalità innata della Muldrow è stata ben espressa dai primi anni 2000 ad oggi in una serie nutrita di album, singoli, remix, progetti paralleli e collaborazioni – da citare sicuramente quelle con Madlib, Mos Def, Blood Orange e Dudley Perkins, diventato poi anche suo compagno di vita – che ne hanno messo in bella mostra i molteplici talenti, oltre che la versatilità e l’eclettismo. Le doti di cantante e di rapper per cominciare – paragonate da qualche parte, troppo frettolosamente e genericamente forse, a quelle di una Erykah Badu o una Lauryn Hill – senza però dimenticare la perizia nel ruolo di produttrice che le permette di premere i tasti giusti per passare con nonchalance dal boom bap più legato alla classica old school di un album quale A Thoughtiverse Unmarred all’electro boogie funk retrofuturibile di Vweto e il nu soul di Kings Ballad, per arrivare in territori leggermente più astratti e sperimentali come quelli esplorati in Overload appunto.

L’influsso del già citato Flyng Lotus, anche se non direttamente coinvolto nella lavorazione dell’album se non nel ruolo di produttore esecutivo – al fianco di Aloe Blacc e dello stesso Dudley Perkins – si avverte per certi versi già a un primo, superficiale ascolto. La sua Brainfeed e il suo crogiolo di influenze e stili musicali ha ormai fatto scuola e si ha l’impressione che la Muldrow abbia approfittato della libertà espressiva offertagli per spingere un po’ più in là i confini del proprio sound. Avvalendosi dell’aiuto dei produttori Mike & Keys, Dutchman Moods e Khalil, l’artista losangelina da una parte vira con decisione verso le sonorità e le ritmiche dell’hip hop più attuale, dall’altra interiorizza la lezione della musa Alice Coltrane – tra le altre cose amica di famiglia durante la sua infanzia ed alla quale anche FlyLo è notoriamente legato attraverso vincoli di sangue – dando una forte impronta spirituale e “conscious” a tutto il lavoro.

In Overload il personale e il politico, l’universale ed il particolare, si mescolano senza soluzione di continuità. Da Blam, che tematizza la violenza razziale negli U.S.A., alla dichiarazione di amore e devozione di You Can Always Count On Me – cover di un classico della Gap Band che vede l’inclusione di un cameo del partner Dudley Perkins, oltre alla partecipazione vocale di Shana Jenson – la Muldrow descrive due facce della stessa medaglia. Anche la varietà musicale non manca e sottolinea quanto l’artista sia in pieno controllo delle proprie capacità, permettendole di realizzare il suo lavoro migliore fino ad oggi. Caldo e pieno di umanità, moderno e visionario ma con i piedi ben piantati nella tradizione, Overload non è solo il punto più alto della carriera della californiana, ma è anche una delle migliori uscite per l’intero catalogo della stessa Brainfeeder, label che proprio in queste settimane celebra i dieci anni di onorata attività. Cento di questi giorni, dunque, e di riuscite release.

6 novembre 2018
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