• ott
    19
    2018

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Ghostly International

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Will Wiesenfeld si toglie il vestito del suo moniker principale Baths e indossa quello più ambient e malinconico di Geotic. Il produttore americano è sicuramente in un periodo di rinnovato fervore creativo, con i suoi due progetti ha pubblicato ben 3 dischi nell’arco degli ultimi due anni, dimostrando anche una netta maturazione nella produzione. Quello di Geotic è il suo lato più tranquillo, più ambient, o come lo definisce lui, il suo progetto di passive listening (contrapposto all’active listening realizzato come Baths). Con questo Traversa il concept principale dell’intero lavoro è quello del viaggio, o più in generale del trasporto, il tema del viaggio e dell’esplorazione ma con alla base un senso di solitudine misto a romanticismo e speranza.

Il caleidoscopio di colori è pieno in tutto lo spettro, la produzione si è fatta molto raffinata pur mantenendo un approccio minimale, gli arpeggi rimandano ai synth di certo pop dei primi anni ‘90 (qualcuno ha detto Beloved?) ben sostenuti da un uso molto evidente degli archi, che però sono ben equilibrati su tappeti sonori poco appariscenti, come l’iniziale Knapsack o l’eterea (non a caso) Aerostat. I pezzi strumentali sono sempre godibili e in linea con il concetto dell’album, perfette colonne sonore del susseguirsi dei paesaggi durante una gita in bicicletta nelle verdi campagne svizzere (Swiss Bicycle), di una passeggiata cittadina in compagnia degli amici (Town Square) o anche di una corsa a 500 km/h sul Maglev di Shangai.

Il produttore normalmente non utilizza la voce in questo progetto, ma per questo lavoro si è sentito ispirato dal proporre un songwriting adatto ad ampliare l’esperienza sonora. Il pezzo forte è il singolo Gondolier, un brano che parla delle incomprensioni in un rapporto di coppia, dove alla malinconia della musica si contrappone un testo romantico e velato di tristezza («I caught you where the boats get tied / Off to live a different live / I knew, I felt myself get angry / I caught you where the boats sail off / Like you tied me to the dock / I fold, I felt the world desert me») ma che ha comunque un lieto fine.

In definitiva Traversa è un disco godibile e ben fatto, carico di un rinnovato romanticismo pop e dalle sonorità minimaliste ma ricche di dettagli, spesso utilizzate nel caleidoscopio delle produzioni Ghostly e in linea coi gusti malinconici di tanti millennials.

19 ottobre 2018
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