• Lug
    01
    2009

Album

Unhip Records

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A due anni da Dividing Opinions, esce il quarto album dei Giardini di Mirò. Un disco vero e proprio, come tengono a sottolineare essi stessi, malgrado la tentazione di rubricare questo Il Fuoco tra i progetti collaterali, perché trattasi della sonorizzazione dell’omonimo film del 1915 di Giovanni Pastrone – il celebre regista di Cabiria e altri peplum ante litteram – su commissione del Museo Nazionale del Cinema di Torino (che lo scorso anno coinvolse i Marlene Kuntz per Signorina Else di Paul Czinner). E si sente. Per il senso di tensione scentrata, per le intersezioni sperse cui fatichi a tributare senso svincolate dalle immagini, per il refrain (bello anche se un po’ scontato, come spesso capita alle soundtrack) che monta, si dilegua e riaffiora nella prima delle tre parti che compongono il flusso sonoro (La favilla, La vampa e La cenere, specularmente alla pellicola).

Consideratela un’avvertenza. Per il resto, è un lavoro non geniale ma godibile, dove più che le intuizioni conta la cura dei suoni (vibrazioni sintetiche, corde brumose, archi trepidi, tromba, vibrafono, pianoforte e ambientazioni concrete…) e una bella convinzione tanto nel progetto che nei propri mezzi, ciò che consente loro di procedere con disinvoltura tra flutti cameristici, kraut-wave in derapage electro-noise e infine di spegnersi in una dimessa peregrinazione milonga che diresti quasi Bachalov.

Ad essere cattivelli, potremmo leggere questo appoggiarsi a motivazioni "esterne" come ad una scappatoia dalle secche del post-post-rock. Scelta intelligente ed efficace. Ma: poi?  

21 Luglio 2009
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