Recensioni

I’m New Here aveva riproposto un Gil Scott-Heron sempre uguale a se stesso eppure “nuovo”, con la sua voce ruvida e profonda adagiata su scenari elettronici pauperistici, in salsa new-trip hop. Tutto perfetto sulla carta. E invece, nonostante qualche brano realmente da brividi, l’insieme mancava di qualcosa, tanto sotto il profilo musicale quanto dell’interpretazione del nostro (sul cui carisma immenso era giocata, stringendo stringendo, l’intera riuscita del disco).
Pur consapevoli del carattere furbo e modaiolo dell’operazione (il disco era stato osannato dalla critica; Jamie xx è ovviamente il Jamie Smith dietro gli xx; da tutto il 2010 tirano forti venti di riduzionismo e revisionismo dubstep, vedi James Blake), eravamo molto curiosi e ben speravamo in questo remixaggio: dopo un soul, ci aspettavamo magari anche un blues post-dubstep. E invece niente, stessa storia di cui sopra. Giusto qualche sprazzo della tanta grandezza possibile, nessun vero azzardo sul fronte delle produzioni, tanti interludi inutili e soprattutto pochissimi pezzi penetranti (che sono poi praticamente gli stessi dell’originale, per quanto virati su altri toni).
In salsa dubstep, My Cloud è una bellissima sospensione trip-hop; The Crutch un bel breakbeat; Ur Soul and Mine una house trascinante; N.Y. Is Killing Me rimane il ‘nuovo classico’ che era, magnificamente poeticamente disperata; I’ll Take Care Of U diventa una disco barcollante e ubriaca. Ma il resto non esiste. Occasione sprecata.
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