• Nov
    01
    2011

Album

La Tempesta Dischi

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Con il Teatro degli orrori ormai diventato una sorta di Re Mida (a dimostrazione, i numerosi live in giro per l'Italia ai limiti del sold-out), il chitarrista della formazione veneta Gionata Mirai pensa bene di uscire allo scoperto con il suo primo progetto solista. In un momento che potremmo definire eufemisticamente propizio, almeno a giudicare dal traino di cui hanno goduto anche i redivivi One Dimensional Man (progetto del Capovilla front-man del Teatro) e da un pubblico dedicato evidentemente ricettivo e pronto a seguire i propri idoli anche su terreni più scoscesi.

Come, ad esempio, questo Allusioni, che tutto è fuorché un disco semplice. Non tanto nella sostanza – si parla in fondo di un folk acustico strumentale in fingerpicking non lontano dalla tradizione di John Fahey – quanto nella forma: ventiquattro minuti di durata per un solo brano in una cavalcata ipnotica e densa fatta di microvariazioni che si accavallano, cambi di umore impercettibili, rincorrersi di arpeggi. Nulla di particolarmente nuovo per chi ha dimestichezza con la produzione della Incredible String Band, del Fahey già citato, oppure di Bert Jansch; qualcosa con cui mettersi alla prova se invece il target d'ascolto è solo ed esclusivamente il Teatro degli Orrori.

Gionata però è bravo, tecnicamente preparato e capace di nobilitare il materiale con un senso spaesato di blues che immalinconisce le trame articolate e veloci di questo flusso primordiale. Un perdersi e ritrovarsi su una dodici corde che, oltre a mettere in bella mostra una sensibilità inaspettata, vive di amore per lo strumento (e per i classici del folk) e di una curiosità spigliata.

2 Novembre 2011
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