Recensioni

7

Non c’è che dire, il video Hellhole Ratrace diretto da Ben Chappell, ha catturato un bel immaginario. Baci, droghe, risate e divertimento. Tutto fugacemente tagliato e assemblato come certe cose epiche dei R.E.M. (ma in questo caso a colori). Eppure il clip, girato in una notte sotto – e tra le note – della classica ballad country americana aggiornata lo-fi ’60, dice anche un’altra verità: le Girls – che poi sono due maschi di San Francisco – preferiscono suonare in chiaro e si concedono misuratamente a smalti dream, shoegaze e ovviamente psych. Pur con l’effetto radiofonico sporco Ariel Pink-iano, preferiscono dare risalto alle parole e al sound dell’acustica, anzi, per dirla tutta, imparentati con le Vivian Girls e i Crystal Stilts del caso, la loro musica, così caparbiamente e testardamente innamorata del sogno americano, è tra le più strafatte e bruciate degli ultimi anni.

L’arpeggio super easy di Solitude (fiore all’occhiello del demo e purtroppo assente qui), è una ballatona che manco Bono Vox dopo la sbornia di Joshua Tree poteva interpretare, il rockabilly ultra lo-fi di Big Bad Mean Motherfucker l’avrebbe scartata pure l’Alan Vega più molesto. Ed è vero. Alle volte ci vuole questo tipo di coraggio per vedere come va, e non è un caso se Morning Light, il solo pezzo duro della cordata, è puro Stooges garagista.

Serve gente che tira le fila di un discorso fifties e sixties con questo tipo d’incoscienza. Perché l’immaginario collettivo è fatto anche di eroi per caso, e delle relative Stoned & Dethroned (Jesus And Mary Chain).

Con le contigenze giuste, si può pure diventare dei classici …come no.

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