Recensioni

C'è un romanticismo combattuto ed esistenzialista alla base di questo disco e che distingue i Girls Names dalle dozzine di lo-fi pop act emersi in questi ultimi anni. Una sensibilità che permette loro di costruire dolcissime e pervicaci melodie dal taglio britannico, di quelle che si indossano per più di una stagione, a differenza delle decine di emuli dei Pains Of Being Pure At Heart che scorrazzano per l'underground.
Probabilmente, non avessimo ancora nelle orecchie l'ultimo bellissimo album dei Crystal Stilts, apprezzeremmo Dead To Me con maggior vigore. Perché la materia trattata dal combo di Belfast, al netto della performance catatonica dei newyorkesi, è la stessa: garage 60s e languore noisy, influenze che in più di un'occasione arrivano a sovrapporsi.
La sfasatura si avverte proprio sul piano delle melodie (doorsiani e diafani i primi, smithsiani e twee i secondi), ma anche su quello del carattere (fortemente tratteggiato, ai confini col grottesco quello degli Stilts, ancora in fieri quello degli Irlandesi).
Ciò non toglie che i brani di questo grazioso dischetto, con il loro garage pop rumorso ed infettivo, ideale punto d'incontro fra l'allure shoegaze post J&MC e l'irrequietezza del C86 più mercuriale, forniscano un puntello di lusso a quel sentimentalismo dolciastro e appiccicoso che si vorrebbe adolescenziale, ma che fatalmente, è materia di struggimento per thirty something nostalgici.
Amazon
