• Giu
    27
    2017

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Secondo EP in due anni per la bergamasca Giulia Spallino, che dà il seguito all’ottima uscita dell’anno precedente con un lavoro più breve e conciso – solo 4 pezzi – che introduce anche qualche novità alla formula.

Se la voce resta tosta e riconoscibile, profondamente soul e squisitamente profumata di blackness, le basi di Bonnot la spingono in territori – per lei – inediti in due pezzi su quattro. Ci aspettavamo una totalità di tracce come I’m Leaving e Fear, tra r&b, funk e hip hop la prima, più compassata, fumosa e rarefatta la seconda; Guilty e Desire invece si muovono su una jungle – ma forse a questo punto è meglio parlare di drum & bass – più caciarona e danzereccia, festivaliera e radicalmente in levare (soprattutto la seconda). A stemperare il tutto restano anche qui scorie jazz più morbide ed eleganti, come il sax nella parte centrale di Guilty.

Il “processo” sembra tutt’ora in pieno divenire; certo è che la voce di Giulia dimostra di sapersi adattare agilmente un po’ a tutto, e a noi continua a piacere.

5 Settembre 2017
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