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It sounds like wood, metal and microchip”. Così Godblesscomputers definisce la sua musica, e in effetti il paragone regge, poiché siamo di fronte a una specie di dubstep organica che sembra prodotta da un cyborg perso nel Walden di Henri David Thoreau. Giunto al suo primo vinile, un dieci pollici prodotto dalla tedesca Equinox Records – dopo una serie di ep in free download –, Godblesscomputers, al secolo Lorenzo Nadalin, sposta in alto l’asticella con un lavoro di notevole fattura, intrigante sotto tutti i punti di vista.

Sei tracce nella versione vinilica, sette in quella digitale. Fuori Summer Fever e dentro due remix di Green Flower, il primo ad opera di B-Ju, e il secondo di Digi G’Alessio, con la solita grandiosa smaragliata tutta kick 808 e gioco di pitch sul sample vocale. Una mina, insomma. Molto diversa la versione originale, che invece è un po’ la summa dello stile di Lorenzo: background hip hop, trascorsi berlinesi, arrangiamenti impeccabili e una visione propria – molto estetizzante – dell’elettronica più in voga di questi tempi.

Gli altri brani si muovono più o meno sulle stesse coordinate, tranne Fire Extinguisher – con la brava Francesca Amati degli Amycanbe – che è un brano melodico molto Germania primi anni Duemila. Concludo segnalando Lost In Downtown, un divertente ep di remix dei Beastie Boys che Godblesscomputers ha fatto uscire in questi giorni per FreshYo! Label, a conferma di un talento multiforme e in grande crescita. Sono maturi i tempi per un album ufficiale.

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